venerdì 3 novembre 2017

Knowing ourselves starting with the "person" - Conoscere se stessi partendo dalla "persona"


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... I really do not know  what comes out of this keyboard, sometimes words are transcribed but  unknowngly by me, I know them only when they appear on  the screen.

For a kind of sympathy I perceive to all the people with whom I share emotions and feelings, I thought that it might be useful for me and for them to clarify some aspects of self-knowledge that are still addressed to the person. Since (however) we must start from the person as the depositary of the first spark of consciousness from which everything derives. Therefore, I do not want to diminish the value of this person, and as "this" also all the others who patiently follow and precede.

Knowing the embodied characteristics, knowing the impulses that characterize our person, is certainly useful to keep us save  from the  tricks of the mind, so as not to fall into the trap of false identity. In fact, anything that can be described can not be "us" but only the functional structure of the body / mind (in which we recognize ourselves). This psycho-physical apparatus is the result of the combination of natural forces (or elements) and of psychic qualities (which of the  elements are expression). In the multiform interconnection of these energies, infinite beings take shape .... Although -in truth- these are not "forces" or "beings" but  a single energy and a single being that takes on various aspects during its unfolding in space-time.

But here we need to describe the "separative capacity" that produces the illusion of diversity. It is the first concept that is formed in the mind (actually is the mind itself) at the same time as the appearance of "I" thought. Warning it is not the Absolute I (Self), the Being  beyond any identification; it is instead the first conscious reflection (the ego) in the mind and which allows the objectification and perception of the externality through the senses. In this way the dissociative mechanism of "I am this" is implemented and what is being observed is "is another".

Thus dualism assumes a semblance of reality and is corroborated by the consequential causality of the transformations that unfold in space / time. The dual training process is easy to spot by the intellect's attention (in the sense of attentiveness) but even this consideration is still within the specular reflection of the mind, so from the point of view of Absolute Knowledge this explanation (or understanding) is futile, not compliant,  perhaps unnecessary and even misleading...

Someone might be wondering at this point: "... Then why write that down? Why do  read it? "- But the answer is very simple, sometimes before we throw the garbage we feel the need to examine it in every detail so that we do not regret it later... Unfortunately in years and years of low flying we have developed a strong attachment to the ballast ... !

Paolo D'Arpini

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Testo Italiano

...in verità non so bene nemmeno io quello che esce da questa tastiera, a volte le parole vengono trascritte ma mi sono sconosciute, le conosco solo nel momento in cui appaiono  sullo schermo.

Per una sorta di simpatia che percepisco verso tutte le persone con le quali riesco a condividere emozioni e sentimenti ho pensato che potesse essere utile (per me e per loro) chiarire alcuni aspetti dell'auto conoscenza che ancora si rivolgono alla persona. Poiché (comunque) dalla persona dobbiamo partire in quanto depositaria della prima scintilla di Coscienza dalla quale tutto deriva. Non voglio perciò sminuire il valore di questa persona, e come "questa" anche tutte le altre che pazientemente seguono e precedono.

Conoscere le caratteristiche incarnate, saper individuare le pulsioni che contraddistinguono la nostra persona, è sicuramente utile per non farci imbrogliare dalla mente, per non cadere nella trappola della falsa identità. Infatti tutto ciò che può essere descritto non può essere “noi” ma solo la struttura funzionale del corpo/mente (nella quale ci riconosciamo). Questo apparato psico-fisico è il risultato della commistione di forze naturali (od elementi) e di qualità psichiche (che degli elementi sono espressione). Nella multiforme interconnessione di queste energie gli infiniti esseri prendono forma…. Anche se –in verità- non si tratta di “forze” né di “esseri” bensì di una singola forza e di un solo essere che assume vari aspetti durante il suo svolgersi nello spazio-tempo.

Ma qui occorre descrivere la “capacità separativa”  che produce l’illusione della diversità. Essa è il primo concetto che si forma nella mente (in effetti è la mente stessa) contemporaneamente all’apparire del pensiero “io”. Attenzione non si tratta dell’Io Assoluto, l’Essere aldilà di ogni identificazione, si tratta invece del primo riflesso cosciente (di tale Io) nella mente e che consente l’oggettivazione e la percezione dell’esteriorità attraverso i sensi. In tal modo si attua il meccanismo dissociativo di “io sono questo” e quel che viene osservato “è altro”.  

Così il dualismo assume una sembianza di realtà e viene corroborato dalla causalità consequenziale alle trasformazioni che si srotolano nello spazio/tempo. Il processo formativo duale è di facile individuazione da parte dell’accorto intelletto (nel  senso di attento) ma questa considerazione è ancora all’interno del riflesso speculare della mente, per cui dal punto di vista della Conoscenza Assoluta anche questa spiegazione (o comprensione) è futile, non confacente e  forse innecessaria, magari addirittura fuorviante…

Qualcuno potrebbe chiedersi a questo punto: “…Allora perché scrivere tutto ciò? Perché leggerlo?” –  Ma la risposta è banale, talvolta prima di gettare l’immondizia sentiamo il bisogno di esaminarla in ogni particolare in modo da non aver poi rimpianti… Purtroppo in anni ed anni di volo basso abbiamo sviluppato un forte attaccamento alla zavorra…!


Paolo D’Arpini

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