martedì 28 luglio 2026

Acqua elemento di vita, non inquiniamola e non sprechiamola...

 



Per cercare la vita aliena non basta studiare l'atmosfera dei pianeti: bisogna cercare l'acqua. La presenza dell'acqua è infatti  importante per la comparsa della vita su pianeti simili alla Terra. Lo indica lo studio condotto dall'Università del West Anglia e pubblicato sulla rivista Astrobiology. Solo la presenza degli oceani e delle acque di superficie, rilevano i ricercatori, può mitigare il clima, riducendo gli sbalzi di temperatura e rendendo un pianeta effettivamente abitabile". 

Al che commentavo: "Gli scienziati scoprono l'acqua calda... Ma perché dove c'è un pianeta abitabile, con l'acqua, facciamo di tutto per renderlo inabitabile e arido?"

Scriveva l'ANSA: "L'acqua sugli  altri pianeti  è 'misteriosamente' poca: sono le conclusioni ottenute dalla più precisa misurazione della quantità di acqua presente in un pianeta esterno al Sistema Solare.... le nuove misure mettono in crisi la teoria di riferimento sulla formazione dei pianeti...". Insomma dobbiamo tenercela cara questa nostra Terra, un paradiso terrestre che per avidità di denaro (pezzi di carta colorata) stiamo riducendo ad un colabrodo... Inquinando tutta l'acqua disponibile e uccidendo la vita...

Il futuro dell’umanità, quindi,  non sta nella sua colonizzazione di altri pianeti  bensì nella sua abilità di conservare la vita sul pianeta Terra.

Per questa ragione la biologia, l’ecologia profonda, la spiritualità della natura sono aspetti essenziali del nuovo paradigma coscienziale. Uno dei più grandi misteri vitali, che abbiamo il dovere di affrontare e risolvere, è quello relativo alla nostra vera natura. Ma le religioni e la scienza non saranno mai in grado di darci una risposta se non cominciamo a cercarla direttamente in noi oltre che fuori di noi.

Umanità non è solo simbolizzata da questi bipedi antropomorfi e non è solo un agglomerato organico definito “corpo”. Possiamo dire che Umanità è la capacità di riconoscersi con tutto ciò che vive e pulsa energeticamente dentro e fuori di noi.

La Terra è la nostra casa, l’abbiamo avuta in eredità da un lento e laborioso processo globale della vita, ma siamo sicuri di poterla lasciare a nostra volta alle generazioni future nella stessa integrità e opulenza nella quale noi l’abbiamo ricevuta? La dignità umana si gioca anche in questo, accettiamo dunque la sfida posta alla nostra intelligenza/coscienza.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana



domenica 26 luglio 2026

Onda... su onda! I regali del mare Mediterraneo...

 


sabato 25 luglio 2026

Maha Prajna Paramita Sutra...



La forma non è differente dal vuoto, il vuoto non è differente dalla forma.

Forma è vuoto, vuoto è forma. Ciò vale anche per gli altri quattro elementi: sensazione, percezione, discriminazione, coscienza.

Non esistono occhio, orecchio, naso, lingua, corpo, intelletto. Non c'è il mondo che si vede né il mondo della coscienza, non ci sono tenebre né fine delle tenebre, né vecchiaia né morte, né inesistenza di vecchiaia e di morte.

Non ci sono le quattro verità: sofferenza, causa della sofferenza, distruzione della sofferenza, ottuplice sentiero.

Non esiste nè saggezza nè miglioramento in quanto non c'è nulla da raggiungere.

Il Bodhisattwa mediante la Prajna Paramita supera tutti gli ostacoli ed è libero.

Essendo libero non esiste più paura, gli errori e le illusioni vengono allontanati e si arriva al Nirvana."




venerdì 24 luglio 2026

Solidarietà umana e zodiaci al femminile...

 


Dal paradiso terrestre siamo stati cacciati, almeno così dice la Bibbia, forse però questa è solo una bugia  "religiosa" - magari anche un po' pretenziosa - poiché sulla terra ci siamo ancora e forse potremmo immediatamente ritrovarci in quel paradiso perduto il momento stesso che la nostra esperienza tornasse all'armonia fra natura, animali e società umana.

Prima di tutto quello che è da riequilibrare è il rapporto fra i due generi della nostra specie, il femminile ed il maschile…

Nelle civiltà antiche Terra e Cielo  sono le due forze interconnesse che creano il mondo…

Ora vediamo che negli studi matriarcali portati avanti da ormai un ventennio ad opera di numerosi studiosi e studiose  convenuti per la prima volta al convegno mondiale di Bruxelles nel 2003 la questione matrismo e matriarcato è stato un tema oggetto di discussione, con varie posizioni.

 Mariagrazia Pelaia in uno scambio privato di email afferma:   "La Gimbutas utilizzava il termine matristico per definire le antiche società neolitiche, Riane Eisler per risolvere il problema ha coniato addirittura un nuovo termine, gilania, unendo la radice greca di femminile (gyn) e maschile (an) con una 'l', lettera che evoca il termine link, 'legame'. Invece Heide Göttner Abendroth, che possiamo definire la fondatrice di questa corrente di studi, considera la parola adeguata da usare matriarcato, e lo spiega dal punto di vista etimologico non come 'potere delle madri', bensì come 'antiche madri', da cui la semplice evidenza che queste società tengono in alta considerazione la funzione materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui essendo il rapporto d'amore e di cura madre-figlio l'aspetto fondante della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato.

Nel matriarcato non c'è il dominio, il valore centrale è il rispetto della vita e delle differenze, per cui non esiste la disparità fra generi. Esso rappresenta un'alternativa praticabile al patriarcato poiché storicamente già esistito, vedi il saggio di Riane Eisler sulla storia umana letta in chiave di società della dominanza e società della partnership (Il calice e la spada).

Secondo la Abendroth è importante utilizzare il termine 'matriarcato' anche per ragioni culturali, essendo stato tale termine oggetto di spietata censura da parte della cultura patriarcale, quindi va difeso e sostenuto, riabilitato, e non mascherato con neologismi. Dunque, il dibattito è aperto." 


Mariagrazia Pelaia non fa mistero di condividere il punto di vista
della Abendroth, avendo trovato in lei, nella Gimbutas, nella Eisler e altri studiosi l'ispirazione per le sue ricerche astrologiche sugli zodiaci alternativi femminili scoperti da Lisa Morpurgo per la quale ha adottato la definizione di astrologia matriarcale (vedi anche l'oroscopo da lei fatto alla mia persona
in: http://www.programmiastral.com/ritrattimatriarcali.pdf).

Nel commentare un parere da me espresso, in merito alla capacità creativa delle donne e degli uomini vissuti nel neolitico, Mariagrazia Pelaia afferma: "L'arte nel neolitico faceva parte della vita quotidiana, il vasellame è riccamente decorato e descrive una società elegante che si modella sulla bellezza della natura e non solo, perché è anche un'arte molto astratta, simbolica e quindi con livelli di
comprensione molto raffinati e complessi. L'arte è una componente essenziale della quotidianità, e la quotidianità da sempre è l'ambito femminile per eccellenza. La cosa sorprendente di quei tempi è che la quotidianità era condivisa alla pari e considerata sacra, e dunque era patrimonio comune dei due sessi. Astrologicamente invece la situazione è molto chiara: l'arte è simbolicamente connessa ai pianeti femminili Luna e Venere. Gli uomini devono avere una parte femminile molto sviluppata per diventare artisti. E mi pare che non ci siano dubbi al proposito. In età patriarcale le donne sono state relegate al ruolo di muse, segnalando comunque una stranezza di fondo: perché mai le custodi e le ispiratrici delle arti sono donne e non uomini se si tratta di produzioni del genio maschile?"

Opinioni raccolte da Paolo D'Arpini



martedì 21 luglio 2026

Clash fra culture...

 


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Una comunità ideale non è qualificata dalla religione o dalla ideologia ma dall'umanità che essa rappresenta

In questo momento storico in cui assistiamo ad un “clash! fra varie culture, mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di un'ideologia, di una religione, le contrapposizioni  si manifestano a livello planetario.

Buddisti contro scintoisti, cristiani contro atei, ebrei contro musulmani, destri contro sinistri, etc. etc.

In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane.

Io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente, con spirito laico e sincretico, ma in questi giorni ho notato a tratti alcune devianze un po’ deliranti.. in cui le accuse verso "altre" religioni  sono anche motivo di separazione e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana (che spesso è il discorso anche di parecchi cosiddetti “atei" razionalisti oltre che di "credenti" ben definiti...)

Tempo fa nel nostro gruppo teatrale, il Cinabro, stavamo facendo le prove di tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

Ecco la mia riposta ai professori della fede (o della non fede): Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..! Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso (o ateo), non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete un ebreo se lo accoppiate con una taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano….

Le religioni e le fedi sono solo etichette messe lì da “satanasso” a creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, gli atei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome”.

Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica



lunedì 20 luglio 2026

"La storia presente nella materia e nella psiche"...

 


La frase  descrive la profonda interconnessione tra l'evoluzione del mondo fisico e lo sviluppo della coscienza umana. La conoscenza dei fenomeni interni (psichici) si è storicamente strutturata e "calcata" su quella dei fenomeni esterni (materiali).


 La verità non può essere parziale, come non può essere sminuzzata l’integrità della nostra esistenza corporea. La verità storica dovrebbe corrispondere ad un interezza e questa interezza viene data solo da quella memoria sottile che resta impressa nelle forme in continua mutazione fenomenica. Questo “ricordo” a livello organico viene definito DNA ed a livello psichico io lo chiamo “psicostoria”, ovvero la capacità di lettura attraverso la memorizzazione automatica, presente nell’insieme dei processi vitali coinvolti negli eventi.

Il passato non è mai morto, ma vive costantemente nel nostro presente. A livello materiale (i luoghi che abitiamo, gli oggetti e il nostro stesso corpo) e nella psiche (nella memoria, nei traumi rimossi e nell'inconscio collettivo), la storia si sedimenta e continua a plasmare le nostre vite.

La Storia nella Materia:
Il corpo e l'evoluzione. Ogni cellula porta impresse le tracce biologiche degli adattamenti che l'essere umano ha sviluppato nel corso dei millenni.

La materia come memoria storica:
Tracce fisiche. Ogni elemento materiale conserva i segni del tempo passato.

Evoluzione biologica: 
Il corpo umano racchiude la storia filogenetica della specie.

Geologia e ambiente: Le rocce e i paesaggi registrano i mutamenti storici della Terra. 

La psiche come contenitore del passato:
Archetipi collettivi. La mente conserva simboli e miti ereditati dalle epoche arcaiche.

Linguaggio strutturante: 
I concetti astratti nascono da metafore modellate sul mondo concreto.

Inconscio e memoria: 
Le esperienze storiche collettive influenzano la psicologia individuale.

Il legame tra i due mondi:
La fisica e la psicologia differiscono per l'oggetto di studio, ma condividono la stessa radice esperienziale. La realtà esterna viene interiorizzata prima di essere razionalizzata. Questo processo crea un ponte continuo tra la concretezza della materia e l'astrazione della mente. 

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica



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sabato 18 luglio 2026

"I filosofi e gli animali" di Gino Ditadi - Recensione