sabato 21 febbraio 2026

Shabda Brahman. La coscienza è come una musica...



Ante Scriptum:  "Shabda Brahman o Nada Brahman significa suono trascendentale o vibrazione sonora.  Il Shabda Brahman (suono-coscienza) identifica l'universo come vibrazione primordiale, dove la coscienza suprema  si manifesta attraverso il suono, come una musica sacra eterna. Questa vibrazione crea e sostiene la realtà, agendo come una risonanza sottile che riequilibra l'essere..."

La revisione e l’aggiornamento di una teoria sulla
coscienza, pubblicata in Physics of Life Reviews,
sostiene che la consapevolezza deriva dall’attività di livello più
profondo, di scala più fine, all’interno dei neuroni cerebrali.
La recente scoperta di vibrazioni quantiche nei “microtubuli”
all’interno dei neuroni cerebrali conferma questa teoria, secondo la
revisione degli autori Stuart Hameroff e Sir Roger Penrose. Essi
suggeriscono che i ritmi EEG (le onde cerebrali) derivano anche da
vibrazioni nei microtubuli al livello più profondo, e che da un punto
di vista pratico, trattare le vibrazioni dei microtubuli cerebrali
potrebbe dare benefici ad una serie di condizioni mentali,
neurologiche e cognitive.


La teoria, chiamata “riduzione oggettiva orchestrata” (Orch OR), è
stata proposta a metà degli anni ’90 dall’eminente fisico matematico
Sir Roger Penrose, FRS, del Mathematical Institute and Wadham College
dell’Università di Oxford, e dall’illustre anestesista Stuart
Hameroff, MD, del Centro Studi su Anestesiologia, Psicologia e
Coscienza della University of Arizona di Tucson. Essi suggeriscono che
i calcoli quantici vibrazionali nei microtubuli sono “orchestrati”
(“Orch”) dagli stimoli sinaptici e dalla memoria immagazzinata nei
microtubuli, e terminati dalla “riduzione oggettiva” (‘O’) di Penrose,
ecco perchè “Orch OR”. I microtubuli sono i principali componenti
dello scheletro strutturale della cellula.


La Orch OR è stata duramente criticata dal suo inizio, in quanto il
cervello era considerato troppo “caldo, umido, e rumoroso” per tali
processi quantici apparentemente delicati. Tuttavia, l’evidenza ha
dimostrato una coerenza quantica calda nella fotosintesi delle piante,
nella navigazione cerebrale degli uccelli, nel nostro senso
dell’olfatto, e nei microtubuli cerebrali.


La recente scoperta di vibrazioni quantiche a temperatura calda nei
microtubuli all’interno dei neuroni cerebrali, ottenuta dal gruppo di
ricerca guidato da Anirban Bandyopadhyay, PhD, dell’Istituto Nazionale
di Scienza dei Materiali di Tsukuba, in Giappone (e ora al MIT),
corrobora la teoria della coppia e suggerisce che i ritmi EEG derivano
anche da vibrazioni nei microtubuli a livello più profondo. Inoltre,
il lavoro del laboratorio di Roderick G. Eckenhoff, MD, all’Università
della Pennsylvania, suggerisce che l’anestesia, che cancella la
consapevolezza in modo selettivo, risparmiando l’attività del cervello
non cosciente, agisce attraverso i microtubuli nei neuroni cerebrali.


“L’origine della consapevolezza riflette il nostro posto
nell’universo, la natura della nostra esistenza. Forse la coscienza
evolve da calcoli complessi nei neuroni del cervello, come afferma la
maggior parte degli scienziati? O la coscienza, in un certo senso, è
lì da sempre, come sostengono gli approcci spirituali?” si chiedono
Hameroff e Penrose nella revisione corrente. “Questo apre un
potenziale vaso di Pandora, ma la nostra teoria concilia entrambi
questi punti di vista, suggerendo che la coscienza deriva da
vibrazioni quantiche nei microtubuli, polimeri proteici all’interno
dei neuroni cerebrali, che governano le funzioni neuronale e
sinaptica, e collegano i processi cerebrali ai processi di
auto-organizzazione nella struttura quantica ‘proto-cosciente’ della
realtà, di scala fine“.


Dopo 20 anni di critica scettica, “l’evidenza ora supporta chiaramente
la «Orch OR»“, continuano Hameroff e Penrose. “Il nostro nuovo studio
aggiorna le prove, chiarisce che i bit quantici Orch OR (“qubit”) sono
percorsi elicoidali nei reticoli di microtubuli, respinge critiche, e
rivede 20 previsioni verificabili sull’Orch OR pubblicate nel 1998; di
queste, sei sono confermate e nessuna confutata”.


Viene introdotto un nuovo aspetto importante della teoria. Le
vibrazioni quantiche nei microtubuli (es.: in megahertz) sembrano
interferire e produrre “frequenze di battito” EEG molto più lente.
Nonostante un secolo di uso clinico, le origini alla base dei ritmi
EEG sono rimaste misteriose. Gli studi clinici su brevi stimolazioni
cerebrali che puntano alla risonanza dei microtubuli con le vibrazioni
meccaniche megahertz, usando ultrasuoni transcranici, hanno mostrato
miglioramenti auto-riferiti dell’umore.

(Fonte: Elsevier)




venerdì 20 febbraio 2026

La donna come matrice della civiltà umana...

 


Oggi osserviamo che il deterioramento nelle relazioni fra il maschile ed il femminile può essere considerato un termometro per misurare il decorso della malattia nella specie umana. Tale malattia prese origine con l’avvento dell’era oscura, definita in India Kali Yuga, che si fa risalire a circa 5000 anni a.C. L’inizio di qust’era, che corrisponde al termine della guerra descritta nel Mahabarata, diede avvio ad un lento processo di degrado che portò la società egualitaria e sacrale, fino allora vigente in quasi tutto il mondo conosciuto, a deteriorarsi sotto l’influsso sempre più pressante del patriarcato e dell’affermazione del senso del possesso.
In Europa quello stesso periodo, definito tardo neolitico, descritto con dovizia di particolari dalla studiosa ed archeologa Marija Gimbutas si concluse con l’affermarsi del potere maschile esercitato con la violenza e con la perdita della libertà femminile (tramite l’acquisto della donna a scopo riproduttivo, guerre di razzia, perpetuazione della patrilinearità, etc.). 
Malgrado l'avvento del patriarcato, e sino all'affermazione delle tre religioni moneteiste (giudaismo, cristianesimo ed islamismo), tutte le divinità si mostravano in aspetto femminile od in forme che evocavano tale qualità, a cominciare dalla Grande Madre, la natura stessa, sino a Madre Acqua, Madre Luna ed anche Madre Sole, etc. (la formula sacra più antica, il Gayatri Mantra, è dedicato a Savitri, la dea dell’energia solare).

Le donne in quanto incarnazione primigenia del potere procreativo erano pertanto degne di amore e di devozione. La paternità era “sconosciuta” (ovvero ignorata), la madre esisteva di certo e questo era un dato incontrovertibile… Come poi l’operazione procreativa accadesse era lasciato agli umori materni che venivano influenzati o sollecitati dall’amore rivolto dai maschi verso tutte le madri. Insomma il padre era un semplice elemento ispirante per promuovere la maternità, non un fattore primo ma un incidentale aiuto….

Questo sino ad un certo punto, finché non cambiarono pian piano le cose e le responsabilità nelle funzioni creatrici si rovesciarono. Ma non avvenne tutto assieme, questo andamento evolutivo dal matrismo al patriarcato prese secoli e secoli per consolidarsi. Gli studi dell’archeologa lituana Gimbutas tendevano proprio a dimostrare l’esistenza di un lunghissimo periodo di transizione fra matrismo e patriarcato. Sicuramente gli “autori” del patriarcato nacquero sulle sponde dell’Indo e del Saraswati, la civilizzazione più antica sulla faccia della terra (antecedente ai Sumeri ed agli Egiziani di migliaia di anni), in quel “paradiso terrestre” avvenne il riconoscimento del valore della paternità come fattore “portante” e di conseguenza come elemento stimolativo per una nuova religione e mitologia. Ma il processo anche qui fu lento, dovendo giustificarsi con fatti sostanziali che ne garantissero l’accettazione per mezzo di consequenzialità storica e di significati allegorici.

Avveniva così ad esempio nella mitologia induista in cui Parvati, la Dea primordiale crea da se stessa un figlio che la protegga dall’arroganza dei maschi che servivano Shiva, il suo sposo. Questo suo figlio, Ganesh, è talmente potente che è in grado di impedire l’accesso alla camera della madre a Shiva stesso (perché non aveva chiesto il permesso di avvicinarsi, notate bene questo particolare importante in cui si garantisce alla madre il diritto di scelta nel rapporto). A questo punto Shiva invia le sue truppe maschili all’attacco di Ganesh ma tutti i suoi “gana” vengono sconfitti e Shiva medesimo vien lasciato con un palmo di naso ed infine è solo con l’inganno e chiedendo aiuto all’altro dio maschile, Vishnu, definito il conservatore, che riesce a sconfiggere Ganesh… ma non fu una totale debacle…. poiché poi, per amore di Parvati, Shiva accetta di essere padre, ovvero riconosce che Ganesh è suo figlio e lo ristora alla vita, cambiandogli però testa… (ed anche qui notate le simbologie connesse…).

Questa descrizione fantastica la dice lunga sul significato della trasformazione epocale in corso 15.000 anni prima di Cristo…. Molto più tardi, ma sempre in un ambito di civiltà indoeuropea, vediamo addirittura che è il dio maschile a creare da se stesso. Ed è quanto avviene a Giove che, non aiutato dalla consorte, produce dal proprio cervello Minerva. I tempi a questo punto son già mutati, il patriarcato ormai impera sovrano, le donne sono fattrici (od etere buone solo a passare il tempo), persino l’amore, quello vero e nobile, si manifesta fra maschi (vedasi la consuetudine di tutti i maestri greci di avere ragazzini per amanti). In quel tempo la condizione femminile era alquanto scaduta ed in Europa od in Medio Oriente restavano sacche di resistenza solo qui e lì.

Ad esempio nella tradizione giudaica la trasmissione della appartenenza al “popolo eletto” avveniva (ed è ancora oggi così) per via materna, ultimo rimasuglio matristico in mezzo ad una serie di regole molto patriarcali e misogine. Tale misoginia fu assunta –in modi differenti- anche dalle altre due religioni monoteiste: il cristianesimo e l’islamismo. Nell’islamismo però, malgrado la visione della donna in chiave di sudditanza, si salvò il criterio di bellezza e nobiltà dell’amore sensuale, infatti il profeta Maometto ebbe diverse mogli e persino il suo paradiso era riempito di belle donne accoglienti. Questo almeno consentiva un naturale intercourse di rapporti fra i due sessi. Purtroppo non avvenne la stessa cosa nel cristianesimo ove prevalse, anzi peggiorò, la misoginia originaria ebraica e persino la pedofilia.

Se nell’ebraismo la divinità, sia pur vista in chiave di “dio padre”, manteneva un distacco verso le cose del mondo, essendo un dio non rappresentabile e puro spirito, nel cristianesimo per poter giustificare la divinità del “figlio” si cancellò completamente il ruolo creativo della madre. Maria concepì vergine dallo spirito santo, la sua è una prestazione completamente passiva e deriva da una scelta del dio padre di impalmarla e renderla madre. Insomma la povera Maria è equiparabile ad una “prostituta” spirituale. Da questa visione deriva anche la ragione cartesiana pseudo scientifica che indica la natura come passiva, inerte e pure stupida… Insomma lo spirito maschio “infonde” la vita e la “buona” madre porta in grembo quanto le viene concesso di portare….

Capite da voi stessi che tale proiezione è ormai improponibile ed obsoleta, sia pur che la maggioranza degli uomini ancora vi si crogiola, illudendosi con favole religiose ed ideologiche della “superiorità” maschile, della “superiorità” dell’intelligenza speculativa scientifica, della “superiorità” del potere e della forza. Così non si fanno passi avanti nell’evoluzione della specie. E’ ovvio che entrambi questi aspetti, matrismo e patriarcato, hanno avuto una loro funzione storica per lo sviluppo delle “qualità” della specie umana. Ora è giunto il tempo di comprenderne la totale complementarietà e comune appartenenza, ma non per andare verso una specie unisex, bensì per riconoscere pari valore e significato ad entrambi gli aspetti e funzioni… in una fusione simbiotica.


Paolo D'Arpini - Comitato per la spiritualità laica




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Commento di Noemi Longo: “Davvero interessante, bisognerebbe spiegarsi di più, ma ciò comporterebbe la formulazione di pensieri davvero troppo prolissi e forse anche inutili... Sul finale però, sarei pienamente d'accordo, anche se... nascere da, potrebbe voler dire discendere e non necessariamente appartenere... Esattamente come si notava, intraprendendo un percorso alla conoscenza di se stessi, ognuno scopre la complementarietà dei due aspetti. Invece circa il matriarcato e il patriarcato, mentre leggevo l'articolo riaffiorava l'idea di un incontro al quale ho partecipato tempo fa con la testimonianza fisica e fotografica di un fotografo occupato in fotodocumentarismo nei territori di Palestina... Tra le varie manifestazioni del suo inconscio reale, ha mostrato la foto di un attraversamento; semplicemente un uomo che con delle buste della spesa se ne tornava a casa. L'osservazione del fotografo si fondava sulla necessità di ricondurre la grande faida fami(g)liare del Medio Oriente alla realtà del quotidiano, dunque evidenziava il pericolo di attraversare quel tratto di strada sempre sotto l'occhio dei cecchini, ma inoltre aggiungeva anche una riflessione culturale, affermando che fare la spesa per quanto possa sembrare pazzesco è uno dei pochi privilegi rimasti al genere maschile in quelle terre dove la dominazione del gentil sesso ha preso assolutamente la supremazia... Certo rispetto quel che ci viene mostrato e raccontato dai media... sembrerebbe poter essere nient'altro che la fotografia vista a colori invertiti attraverso il negativo! Io non so cos'altro pensare, patriarcale o matriarcale, credo soltanto di poter intuire la sostanziale differenza che esiste tra un matrimonio ed uno sposalizio... Ed affermare che le cose esattamente come ricorda l'aneddoto di Ganesh, si fanno sempre potenzialmente in due... In due... E nel massimo rispetto."


mercoledì 18 febbraio 2026

“Tiziano Terzani: La forza della verità.” di Gloria Germani – Recensione

 


Per dirla con le parole di Gloria Germani: “Perché tanta insistenza? Perché Terzani è – a mio avviso – il più grande saggio o filosofo dei nostri tempi.

Dopo Tiziano Terzani:  La rivoluzione dentro di noi Decrescita, digiuno, nonviolenza (Longanesi 2008 – TEA 2012), che  esaminava in dettaglio il messaggio di Terzani nella sua parte critica e in quella rivoluzionaria e costruttiva, l’economista francese Serge Latouche ha voluto inserire la sua figura nella prestigiosa collana “I Precursori della Decrescita” (Terzani, La rivoluzione della coscienza, Jaca book 2014) e, oltre a presentare un’antologia  di testi selezionati, il libro traccia il ruolo innovativo di Terzani nello smascherare miti e stilemi  che erroneamente danno corpo al pensiero economicista dominante e alle sue inevitabili  crisi.

Con la biografia intellettuale Tiziano Terzani: La forza della Verità (Edizioni Punto di Incontro 2015), ripercorriamo la seconda meta del Novecento soprattutto dall’ottica dei Paesi colonizzati e oggi  globalizzati. Il ritorno alla Natura, Grande Maestra, alla semplicità e all’abbondanza frugale saranno il punto di arrivo di Terzani, in piena sintonia con Gandhi, ma in totale distacco dalla Fabbrica del Consenso costituita dal giornalismo e dai Mass Media.

Spero che questo  libro possa costituire un potente spunto di riflessione per i nostri difficili tempi.”

Silvia Brugnaro

……….

Tiziano Terzani è diventato una delle voci spirituali più amate del nostro tempo. L’inesorabile evoluzione della sua coscienza si snoda nitida attraverso i libri che ci ha lasciato. Dalla prima cronaca di guerra in Vietnam, all’impegno post 11 settembre fino alla lucida attesa della morte, la vita di Terzani procede senza accomodamenti e compromessi, scandita dalla riflessione sulla storia recente dell’Asia.

Dov’è l’uomo che vive più contento, più in pace con se stesso e con la natura? Terzani, che era scappato dall’Europa in cerca di una società più giusta, intravista all’inizio nel socialismo di Mao, finirà per compenetrarsi sempre più a Gandhi, al digiuno dal consumismo e a quella forza della verità con cui il Mahatma combatteva i colonizzatori inglesi.

La questione fondamentale rimane sempre e solo quella della conoscenza, e lo sguardo di Terzani smaschera i limiti della visione materialistica e scientifica della modernità, impegnata nella falsa impresa di impossessarsi del mondo esterno. Egli ci ricorda che ogni vita, la mia o quella di un albero, è parte di quel tutto dalle mille forme che è la vita. La strada verso una dimensione collettiva e sociale più in sintonia con la natura coincide con un percorso spirituale ispirato alla saggezza dell’Oriente e che, allo stesso tempo, coincide con le nuove scoperte della fisica subatomica e quantistica.

sabato 14 febbraio 2026

Dal Matriarcato al Patriarcato ed oltre...

 


L'evoluzione mentale della nostra specie, come diceva lo stesso Ramana Maharshi, non ha mai fine. Attenzione si parla di "mente" non di " pura consapevolezza". La mente individuale ed anche quella collettiva sono costantemente in un processo di conoscenza -in divenire-, quindi il percorso è illimitato e perfettibile, mentre la "pura consapevolezza" (il Sé) è al di là dello spazio tempo e non può essere misurata in alcun modo. In Cina viene definita Tao, in India la chiamano Atman, noi spiritualisti laici la conosciamo come Spirito.

Tornando alla mente, diciamo che ad un certo punto della nostra storia il processo di maturazione intellettiva aveva consentito alla donna (in primis) di assumere l'auto-consapevolezza psicofisica e quindi di prendere coscienza dell'io, uno stadio che tutti gli zoologi conoscono bene quando analizzano i comportamenti degli animali, per vedere se essi sono in grado di riconoscersi allo specchio, ad esempio.

Ovviamente non si tratta dell'auto-consapevolezza del Sé (nel senso superiore ed universale) ma della coscienza di rappresentare uno specifico nome forma, ovvero la mente ed il corpo... insomma si tratta dell'ego. Ma l'ego è una pietra miliare importante per lo sviluppo della coscienza. In ogni caso la crescita intellettuale deve partire dall'ego.

Quindi allorché questo stadio venne raggiunto da un'ipotetica "prima donna" (quella Eva che gli scienziati definiscono la madre di tutte le madri, sulla base del messaggio DNA mitocondriale contenuto nel midollo spinale femminile), sorse il problema di come elevare nell'uomo (s'intende il maschio) lo stato di autocoscienza e giudizio.

Per far ciò era possibile la sola via genetica, quella della trasmissione di certe caratteristiche ritenute evolute. Però nelle società matriarcali antiche l'uomo non poteva esercitare (perché non in grado) ruoli di responsabilità sociale, o poteva farlo molto limitatamente, per cui si rese necessario nel gioco dell'evoluzione della specie che l'uomo assumesse su di sé la conduzione della società umana. 

Da qui la nascita del patriarcato, con il bene ed il male che ne consegue. Il bene è la ragione portata alle sue vette, il pensiero astratto, la filosofia, etc. il male è la dominanza e lo sfruttamento "utilitaristico" non solo delle donne ma anche delle altre specie e delle risorse naturali.

Oggi siamo arrivati al punto in cui l'uomo (il maschio) ha compiuto i passi necessari per pareggiare il suo livello di autocoscienza ed intelligenza a quello della donna. Pertanto non è più necessario il mantenimento del patriarcato, che è stato comunque utile nel piano di sviluppo globale della specie umana -come lo fu il matriarcato precedentemente.

Ora il maschile ed il femminile possono camminare fianco a fianco utilizzando entrambe le capacità mentali all'unisono. La capacità analogica (femminile) e quella logica (maschile). L'integrazione di queste due forme d'intelligenza consentirà -come anche affermava lo psicologo Michele Trimarchi- alla specie umana di compiere il successivo passo evolutivo... verso una più matura coscienza "spirituale" (laica).

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica



sabato 7 febbraio 2026

The rivalry for supremacy between Luni and Narce. Villanovan Chronicles... - L’antagonismo per la supremazia fra Luni e Narce. Cronache del Villanoviano...

 

Luni

Narce


The following is an example of a "psychohistorical" story, as I perceived events after a visit to the Mignone Valley, where Luni, a contemporary of Narce in the Treja Valley, was located. Both cities are considered the oldest in Italy.

In the original plot, within the interplay of power mechanisms within human society, it seemed destined that Luni, meaning moon, the proto-city on the Mignone, would become a beacon of civilization for the entire Old Continent. Luni was born as a female project for an egalitarian society, an early social experiment in harmony between the two genders. Consequently, this city, which dates back to the late Neolithic-early Bronze Age, was conceived as a place of orgiastic encounters and complete freedom of expression. The resulting flourishing was a society as fluid and flowing as water. Indeed, the priests of Luni worshipped water and had psychic control over it. Things seemed to be going well, and there were no concerns about the emergence of a great liberal civilization.

Meanwhile, however, outside of any creative convention, another city had arisen, a few kilometers away as the crow flies, built on the banks of a golden river, once the Tiber, now the Treja. This inconvenience, this intruder, which inserted itself into the plans of power and social models, was called Narce, which means ark.

The proto-city of Narce was the repository of fire, the sacred rite of fire manifested through customs, indications that followed a set of values.

The inhabitants of Narce were shepherds who erected altars to worship the god of fire. The constant burning gave the priests of Narce psychic control over the fire.

Soon, when it became clear that the advocated examples were opposed, a subtle conflict began between the two cities. Narce and Luni fought each other first on ideological grounds, attempting to demonstrate the value and meaning of the social message evoked in their model, but they were unsuccessful, as both examples provided sufficient reasons for their existence. Obviously, the priests felt that a compromise was impossible; the two positions were too distant and antagonistic. Fire versus Water.

The sages of the two cities then decided to use the powers they had acquired over the elements to influence or destroy the opposing nucleus. The magicians of Narce unleashed the maximum amount of feral energy on Luni, and those of Luni disturbed the waters of Narce. The result was that each of the two communities had to isolate itself completely to defend itself from the psychic emissions. The two communities hid from each other, becoming invisible cities. The unusual outcome of this struggle led to a change in the original plan of civilization.

Luni or Narce, neither able to emerge and having even disappeared from view, passed their model to the collective unconscious and hid in their earthly niches, leaving only cryptic hidden signals thousands of years old. Meanwhile, the battle had changed hands, the blueprint for future civilization had to move forward, and the destiny of humanity, in this part of the world, continued to weave its web. And it manifested itself—once again—in two opposing models: Rome and Veii. But this time the priests and powerful men of the two cities, mindful of the disappearance of Luni and Narce due to the unleashing of the thought waves, decided to resort to other means and so invented war.

Paolo D'Arpini - Italian Bioregional Network


The author in Rome


Testo italiano: 

Questo che segue è un esempio di racconto “psicostorico”, per come avevo percepito gli eventi dopo una mia visita nella valle del Mignone, ove insisteva Luni, coeva di Narce situata nella valle del Treja. Entrambe le città sono considerate le più antiche d’Italia

Nei piani della trama primigenia, nel gioco dei meccanismi di potere  all’interno della società umana, pareva destino che Luni, che vuol dire luna, la proto città sul Mignone, divenisse il faro di luce della civiltà  per l’intero vecchio continente. Luni era nata come progetto femminile di una società egualitaria, un primo esperimento sociale di armonia fra i due generi. Di conseguenza questa città, che si fa risalire al tardo neolitico – prima età del bronzo,  era concepita come luogo d’incontro orgiastico e di piena libertà espressiva. La fioritura conseguente fu una società  fluida e scorrevole, come l’acqua. Ed infatti i sacerdoti di Luni adoravano l’acqua ed avevano controlli psichici su questo elemento.  Le cose sembravano andare per il verso giusto e non sussistevano preoccupazioni per la espressione di una grande civiltà  liberale.

Nel frattempo però, al di fuori da ogni convenzione creativa, era sorta un’altra città, a pochi chilometri in linea d’aria, costruita  sulle sponde di un  fiume biondo, che era stato il Tevere,  ed ora era il Treja. Quest’incomodo, questo intruso, che si inseriva nei piani del potere e dei modelli sociali,   si chiamava  Narce, che vuol dire arca.

La proto città di Narce era depositaria del fuoco, il sacro rito del fuoco che si manifesta  attraverso i costumi,  indicazioni  che seguono un ordine di valori. Gli abitanti  di Narce  erano pastori che innalzavano are per adorare il dio del fuoco. Il continuo ardere dava ai sacerdoti di Narce il controllo psichico sul fuoco.

Ben presto, allorché fu chiaro che gli esempi propugnati erano opposti, iniziò un subdolo contrasto fra le due città. Narce e Luni si combatterono prima sul piano ideologico, cercando di dimostrare  il valore ed il significato del messaggio sociale evocati nel loro modello ma non ebbero successo in ciò giacché  entrambi gli esempi fornivano ragioni sufficienti di esistenza. Ovviamente i sacerdoti sentivano che un compromesso non era possibile, le due posizioni erano troppo distanti ed antagoniste. Fuoco contro Acqua.

I sapienti delle due città decisero allora di utilizzare i poteri acquisiti  sugli elementi in modo da condizionare o distruggere il nucleo opposto.  I maghi di Narce scaricarono il massimo dell’energia  ferale su Luni e quelli di Luni sconvolsero le acque di Narce.  Il risultato fu che ognuna delle due comunità dovette isolarsi completamente per difendersi dalle emissioni psichiche.  Le due comunità si nascosero l’un l’altra divenendo città invisibili. Il risultato insolito di questa lotta portò al cambiamento del piano originario di civiltà.  

Luni  o Narce , nessuna delle due essendo in grado di emergere ed essendo addirittura scomparse alla vista, esse passarono il loro modello all’inconscio collettivo e  si celarono nelle loro nicchie di terra, lasciando solo criptici segnali nascosti vecchi di migliaia di anni. Nel frattempo la lotta era passata di mano, lo schema per la civiltà futura doveva andare avanti, ed il destino dell’uomo, in questa parte del mondo, continuò a tessere la sua tela. E si   manifestò  -ancora una volta- in due modelli antagonisti: Roma e Veio. Ma stavolta i sacerdoti ed i potenti delle due città, memori della scomparsa di Luni e Narce per colpa dello scatenamento delle onde pensiero, decisero di ricorrere ad altri mezzi e così   s’inventarono la guerra.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana

domenica 1 febbraio 2026

Trovare il proprio ruolo nel mondo... senza pretese!

 


"Alice: quale via dovrei prendere? Gatto: dipende dove vuoi andare. Alice: ma io non so dove andare. Gatto: allora non importa quale via prendere" (Lewis Carroll)

 

 “Ognuno deve riuscire a scoprire quale è il suo vero ruolo in questa vita e non accettarne uno non vero.” (Roberto Anastagi)

Concordo con questo pensiero, che è allineato al concetto portante della psicologia analitica di Jung che viene espresso con queste parole: il percorso d’individuazione dell’anima. E’ una sintesi moderna che attinge dalla tradizione gnostica ed alchemica e che ritengo tutt’ora valida ed attuale.

Il concetto espresso da Jung suggerisce di porre maggiore attenzione nella realizzazione interiore invece che in quella esclusivamente esteriore, grazie all’ascolto e al riconoscimento delle motivazioni con le quali siamo venuti su questo pianeta e di far incontrare tutto ciò con la realtà esterna, “ricostruita” nel pensiero ed rielaborata nella profondità da noi stessi attraverso la “coniunctio oppositorum”.

Se applicheremo la strategia del “percorso d’individuazione dell’anima” non necessariamente ci sentiremo allineati con i valori che la società attuale vuole imporre attraverso il mito della “personalità”, espresso nell individualismo sfrenato… che spesso non è altro che una “maschera” con la quale ci illudiamo di realizzare il massimo da questa vita, ma che invece può solo allontanarci dai sentimenti e dalle aspirazioni più autentiche.

L’unico risultato che otterremo, vivendo per alimentare la personalità sarà l’angoscia, l’ansia da prestazione, il sospetto che qualcun altro possa essere migliore di noi, la paura di perdere tutto quello che abbiamo conquistato… quindi otterremo la malattia del corpo, della mente e dello spirito.

Se cadremo nella trappola della “personalità” ci lasceremo sfuggire le occasioni di confronto, di condivisione, di miglioramento, di reale trasformazione, di contatto autentico con la realtà dell’anima sognante, splendente di Luce, saggezza e gioiosità, dove noi non siamo diversi dall’altro, bensì ci rispecchiamo nell’altro e sappiamo di poter vivere senza alimentare il concetto di “separazione”, bensì coltivando l’umanità, la compassione, l’armonia, la fraternità.

Renato Tittarelli



sabato 31 gennaio 2026

Jews against Zionism! - Ebrei contro il sionismo!

 


It's important to clarify what anti-Semitism and anti-Zionism are... and it's important to know how Israeli children, future soldiers raised on bread and hate, are raised. Jews are the first to denounce Zionism and Israel's crimes in Palestine...

Have you ever wondered what anti-Semitism is?

I know... It might seem like a trivial question, even stupid for many; yet today, many people ask it, Jews included. Some examples?

Norman G. Finkelstein, son of Jewish survivors, university professor, and author of several books, including "Beyond Chutzpah: On the Misuse of Anti-Semitism and the Abuse of History." In this book, Finkelstein denounces accusations of anti-Semitism leveled by some Jewish organizations against opponents of the State of Israel's policies.

Shea Hecht, a rabbi and Jewish community leader, has argued that the ADL (Anti-Defamation League) creates cases of anti-Semitism where none exist, in order to justify the league's existence.

Yoav Shamir, an Israeli filmmaker, following accusations of anti-Semitism leveled at his first film, decided to address the sensitive topic in his second documentary, "Defamation." Below are excerpts from the film's review: "Shamir interviews various figures from the Israeli world, from his own grandmother to prominent rabbis, from the Anti-Defamation League, to actual academics considered mavericks (intellectually speaking), excluded from the Israeli intelligentsia, and even accused of Holocaust denial. Shamir travels from Jerusalem to New York, from Rome to Moscow, from Kiev to Auschwitz, and also casts a glance at the education received by the new generations, instilled with an exasperated sense of persecution and terror that at times borders on the ridiculous.

Content-wise, he is courageous in exploring from within the sense of persecution of some Jews, in highlighting the contradictions of intersecting racism across minorities (such as African-Americans and Jews) and within the Israeli state itself, and in questioning the true meaning of anti-Semitism today, asking whether the Holocaust is not At times, it has been used as a convenient tool to distort perspectives in clashes with Muslims, for example, and to mask other international political and economic interests tied to the state of Israel—as some claim.



Testo italiano: 

E' importante fare chiarezza su cosa sia l'antisemitismo e l'antisionismo... ed è importante sapere come crescono i ragazzi Israeliani, futuri soldati cresciuti a pane ed odio. Gli ebrei sono i primi a denunciare il sionismo e i crimini di Israele in Palestina…"

Vi siete mai chiesti cosa sia l'antisemitismo?

Lo so... Sembrerebbe una domanda banale, per molti addirittura stupida; eppure oggigiorno sono in tanti a chiederselo, ebrei compresi. Qualche esempio?

Norman G. Finkelstein, figlio di sopravvissuti ebrei, professore universitario ed autore di diversi libri tra cui «Beyond Chutzpah: On the Misuse of Anti-Semitism and the Abuse of History». In questo libro Finkelstein denuncia le accuse di antisemitismo proferite da alcune organizzazioni ebraiche nei confronti degli oppositori alla politica dello Stato d'Israele.

Shea Hecht, rabbino e leader della comunità ebraica, ha affermato che l'ADL (Lega Anti-diffamazione) crea casi di antisemitismo laddove non ci sono, al fine di giustificare l'esistenza della lega stessa.

Yoav Shamir, regista Israeliano, in seguito ad accuse di antisemitismo rivolte al suo primo film, ha deciso di affrontare il tema delicato nel suo secondo documentario "Defamation". Qui di seguito vi riporto alcune parti della recensione del film: "Shamir intervista diversi esponenti del mondo israeliano, a partire dalla propria nonna fino a eminenti rabbini, dalla lega anti-diffamazione, a veri e propri accademici considerati cani sciolti (intellettualmente parlando), esclusi dall'intellighenzia israelita, e accusati perfino di negare l'olocausto. Shamir viaggia da Gerusalemme a New York, da Roma a Mosca, da Kiev ad Auschwitz e getta anche uno sguardo sull'educazione ricevuta dalle nuove generazioni, a cui viene inculcato un esasperato sentimento di persecuzione e terrore che a volte sconfina quasi nel ridicolo.

Da un punto di vista dei contenuti, è coraggioso nell'indagare dall'interno il senso di persecuzione di alcuni ebrei, nel sottolineare le contraddizioni di un razzismo incrociato attraverso le minoranze (come afro-americani ed ebrei) e dentro lo stesso stato israeliano, e nel mettere in discussione il vero significato dell'antisemitismo oggi, chiedendosi se l'olocausto non venga adoperato, a volte, come uno strumento di comodo per distorcere le prospettive negli scontri con i musulmani, ad esempio, e per mascherare altri interessi politici ed economici internazionali legati allo stato di Israele - come alcuni sostengono.