venerdì 20 marzo 2026

Il gioco della vita nel palcoscenico della Coscienza...



Fluire con la vita non significa essere indifferenti a quello che ci accade, ma apprezzare in pieno la gioia che il momento ci offre e accettare anche il dolore, consapevoli che nessuno dei due durerà per sempre. Fluire con la vita implica vivere accettando i cambiamenti e quindi comporta totale accettazione del volere di una forza superiore al nostro personale e limitato libero arbitrio, che si dibatte tra mille preferenze. Fluire come l’acqua di un fiume in piena vuol dire lasciarsi andare, accettando senza resistenze il disegno divino, senza mai permettere alla mente di restare coinvolta nel passato o nelle proiezioni di speranze che vorremmo vedere concretizzate nel futuro.

Questo saggio atteggiamento verso la vita consente anche di non rendere l’amore un business, una transazione commerciale in cui si cerca solo di esaminare i nostri vantaggi o quanto una determinata relazione possa ridurre le nostre insicurezze o le paure della solitudine.

Imparando a fluire con la vita, anche l’amore diviene un movimento spontaneo, senza la ricerca spasmodica di attrarre l’attenzione degli altri per sentirsi sicuri o per ricavarne dei profitti.

Attraverso una profonda analisi introspettiva, sorge la totale accettazione che eventi e azioni sono la manifestazione dell’Energia Divina e che non è mai esistita un’entità individuale chiamata Paolo o Anna e tanto meno un’azione individuale. Realizzando questo, si getta la maschera e si rimane nudi come un neonato, ma del neonato si acquisisce anche l’impersonale spontaneità e il relativo non coinvolgimento.

La causa di questo è data dalle relazioni basate sullo spiccato senso di libero arbitrio e individualità, quindi, analizzare a fondo il reale significato dell’immanenza dell’Energia Divina − e che non esiste altro che questa Energia Universale a permeare ogni atomo − è l’unico passo da compiere consapevolmente, ma anche il più laborioso, dato che i condizionamenti della società odierna si basano proprio sull’illusione di questo ‘io’ personale e individualista, ovvero l’ego o la personalità individuale.

La totale accettazione che ogni azione è un avvenimento divino, e non qualcosa compiuto da qualcuno, è alla base della rinascita della pace. Affinché la pace che permea l’universo possa essere riscoperta, ognuno di noi ha il dovere verso se stesso di dedicarsi del tempo, per approfondire cosa ci aspettiamo dalla vita che possa appagarci veramente, dopo aver soddisfatto i bisogni basilari di cibo, vestiti e riparo. Cosa mi rende diverso dal gatto di casa? Questa domanda e la ricerca delle risposte concatenate che scatena significano volersi veramente bene.

La mente oscilla come un’altalena tra le memorie passate e le aspettative future, escludendo il momento più importante, il presente.

La mente crea il tempo e vive di aspettative e memorie. La mente è un continuo flusso di pensieri e oscilla tra ricordi, proiezioni, rancori, competizioni, speranze e giudizi; la pace prevale invece solo quando la mente tace, ma soprattutto quando smette di cercare e valutare sia i difetti degli altri sia le nostre mancanze. Sono sempre più rare le persone che pensano che tutto sia perfetto ed evitano di emettere giudizi perché consci che ogni attimo è un avvenimento sognato dalla mente divina e che nessuno degli attori di questa grande e infinita soap opera ha la possibilità di commettere errori − se non quando il Regista lo suggerisce − con lo scopo di rendere la trama della commedia più interessante. La mente vuole essere in controllo, ma essendo impossibile, questo è unicamente causa di eterne frustrazioni.

Non saper fluire con la vita, cercando d’essere sempre in controllo degli eventi e delle conseguenze d’ogni decisione, significa andare contro la natura  stessa dell’universo e quindi crea solo stress e depressioni. Un futuro incerto che va a sommarsi alle recriminazioni di un passato che non esiste più; i sensi di colpa e l’atavico timore di cadere nel ‘peccato’ rendono l’uomo teso e infelice, mentre ogni cosa accade solo se deve accadere.

Il vero fluire con la vita comporta una parola ostica alla maggioranza− abbandono − ovvero l’accettazione totale che a muovere ogni pedina e gli eventi della vita è solo un grande disegno a incastro, proiettato e sovrimposto su Se stessa dalla Mente Cosmica, che si manifesta attraverso ognuno di noi, come in un intricatissimo puzzle in cui non esiste niente di personale o individuale.

Il film è già stato girato. Il ‘ciak’ che ha dato inizio a questa lunghissima e intricatissima soap opera prodotta dalla Mente Cosmica è scattato aldilà del  tempo. Resistere al ruolo affidato a noi attori crea solo inutili tensioni. Sintonizzarci con il suggeritore delle battute è l’unica alternativa che abbiamo. Questo equivale ad agire senza reagire.

Si arriva a sorridere della nostra folle illusione e a vivere serenamente senza alcun bisogno di psicoanalisti solo quando si comprende a fondo il gioco del grande mago: la Coscienza.  A quel punto non vedremo più uscire fazzoletti multicolori, colombe e conigli dal cappello a cilindro perché avremo compreso ogni trucco...

La vita è un gioco che abbiamo sognato quando eravamo consapevoli d’essere Energia Primaria e, scartando i veli dell’ipnosi, possiamo continuare a giocare non come poveri esseri umani che devono ascendere all’infinito ma piuttosto come Dio mascherato da essere umano, che ha scelto di calarsi sul palcoscenico del pianeta terra.

Centro Nirvana


lunedì 16 marzo 2026

Il Ch'an descritto da un adepto...

 


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Il Ch'an è una forma di Buddismo che ha avuto origine in Cina. Esso fu trasmesso poi in Giappone dove divenne noto come Zen, il nome più familiare in Occidente. La mèta ultima del Ch'an è la realizzazione della propria vera intima natura e il modo di esprimere questa realizzazione nelle nostre interazioni con gli altri. La mèta non è altro che il conseguimento del nostro pieno potenziale come Buddha -l'incarnazione della saggezza e della compassione. Il percorso della  pratica di meditazione Ch'an, produce anche un vantaggio fisico, psicologico e spirituale per le persone.

In Dharma Drum, il Maestro Ch'an Sheng-yen, scrive: "Potete aver sentito dire che il Buddismo Ch'an somiglia ad una religione, ma in realtà esso non somiglia ad una religione. Il Buddismo Ch'an è davvero una religione. La religione richiede la fede, e anche la pratica del Ch'an non può essere portata a termine senza la fede. Bisogna comprendere, tuttavia, che la fede di cui parliamo nella tradizione Ch'an è diversa dalla fede come è concepita nelle altre religioni, che enfatizzano la credenza in esseri sovrannaturali o Dèi distinti da sé-stessi. Il Ch'an sottolinea l'importanza di avere fede nel Dharma, cioè negli insegnamenti del Buddha. Questi insegnamenti ci dicono che ognuno ha la Natura di Buddha e che ognuno può raggiungere lo stato di Buddha (o Buddhità). Ogni essere umano che abbia veramente fede negli insegnamenti del Buddha e segue i principi e metodi di pratica può divenire un Buddha.

"Quando noi discutiamo lo sviluppo del Ch'an in Cina, troviamo difficoltà nel disgiungere gli specifici concetti che plasmano il Ch'an da quelli del Buddismo in generale. Il fatto è che è impossibile realizzare il più alto conseguimento del Buddismo senza l'esperienza di una pratica equivalente a quello che si trova nella tradizione del Ch'an. Il Buddismo enfatizza la coltivazione e realizzazione della saggezza, che risolve le lotte interiori e la sofferenza. Ma come possiamo coltivare la saggezza? Dobbiamo fare affidamento sulla guida di metodi Buddisti simili a quelli che si trovano nella pratica del Ch'an.

"Il Buddismo fu portato in Cina all’incirca mille anni dopo che Sakyamuni Buddha raggiunse l’Illuminazione e offrì il Dharma al mondo. Durante il primo periodo del Buddismo, la pratica di dhyana fu esposta come il principale metodo di pratica. La coltivazione di Dhyana calma sistematicamente la mente che, a sua volta, fa catalizzare una comprensione di se-stessi, che genera la saggezza. L'introduzione di questo metodo come apertura al sentiero della saggezza fu molto importante per la trasmissione del Buddismo in Cina. Ci sono molte storie nella tradizione del Ch'an, su discepoli che fanno ai maestri la classica domanda, 'Cosa portò Bodhidharma dall’India in Cina?' Le risposte che i maestri danno possono sembrare diverse, ma l’essenza è perfettamente simile: ‘Bodhidharma non portò nulla in Cina, se non se-stesso’. Egli venne in Cina a dire alle persone che tutti hanno la Natura di Buddha e che ognuno può ottenere lo Stato di Buddha”

"Il sesto Patriarca, Hui-neng (638-713), probabilmente contribuì molto di più allo sviluppo del Ch'an. I Suoi insegnamenti possono essere compendiati nella frase: 'Non si dimori nella mente, nessun pensiero, nessuna forma'. Dovete sperimentare lo stato di mente a cui questa frase si riferisce, realizzare la Natura di Buddha in voi, e comprendere pure che anche se noi parliamo di Buddha-natura, possiamo riferirci a nessuna forma concreta che gli dia forma. La Buddha-natura è l'essenza del vuoto di “sunyata". Il Ch'an include quattro concetti chiave: fede, comprensione, pratica, e realizza-zione. La fede appartiene al reame della religione; la comprensione è filosofica; la pratica è credenza messa in atto; e la realizzazione è illuminazione. Senza la fede, noi non possiamo comprendere; senza capire, noi non possiamo praticare; e senza pratica, noi non possiamo realizzare l’illuminazione. Insieme, questi quattro concetti creano la via d'accesso in cui noi entriamo per raggiungere la saggezza."

“La pratica del Ch'an implica la meditazione, che può essere un processo non proprio comodo e fisicamente doloroso. Forse è per questo che gli antichi Maestri di Ch'an non incoraggiavano la meditazione seduta. Anche i vecchi manoscritti e documenti descrivono che il sesto Patriarca non dava la minima importanza al sedere in meditazione sia prima che dopo la sua Illuminazione."

"Prima del sesto Patriarca, il terzo, il quarto ed il quinto dei Patriarchi, tutti enfatizzarono la pratica di meditazione.... Noi possiamo dire che l’illuminazione non avviene grazie alla meditazione, tuttavia, meditare è un passo necessario verso la liberazione. E l’insegnamento Ch'an dovrebbe funzionare meglio insieme alla pratica medita-tiva. Con la guida di un buon insegnante, la dura pratica, e gli insegnamenti del Ch'an, l’illuminazione non tarderà. "Noi possiamo calmare la mente solo usando un metodo di meditazione. Una volta che la mente è calma, possiamo ridurre i soggettivi e abituali modelli di nozioni auto-stabilite che provocano così tanta irritazione. Quando noi realizziamo un tranquillo e unificato stato di consapevolezza, è possibile vedere cosa davvero sia il ‘sé’-“.

"Vi sono essenzialmente due maggiori scuole di meditazione Ch'an: Lin-chi (Giap. Rinzai) che usa i metodi del kung-an o hua-t'ou, e Ts'ao-tung (Giap. Soto) che usa il metodo della illuminazione silenziosa. Usando i metodi di entrambe le scuole si può arrivare meglio all’illuminazione, e indifferentemente a quale si adotta, prima bisogna essere capaci di rilassare corpo e mente, e poi portarsi allo stato di mente concentrato ed unificato. Solamente a questo punto si possono usare i metodi di kung-an o hua-t'ou, e di illuminazione silenziosa.

"Voi non potrete completare il processo di meditazione solo leggendo qualche sostenuta frase in un libro. La medltazione implica molta, molta pratica". 

Master Sheng -Yen  -  Traduzione di Aliberth 

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domenica 15 marzo 2026

Il grande flusso...

 


"La vita è un continuo fluire...  e non c'è bisogno di crederlo, semplicemente succede...!" (Saul Arpino)

Spesso mi sono occupato di politica e di economia, sempre in chiave di ecologia profonda e di bioregionalismo ovviamente, e sebbene queste cose corrispondano ad una mia personale esigenza di concretezza, ovvero di attuare nel possibile il nostro sentire bioregionale, sento ora la necessità di chiarire qual'è l'impulso che sta dietro alla nostra pratica ecologista e spirituale

La pratica dell'ecologia profonda non può seguire un canone di comportamento standardizzato. Non è una ideologia con precise regole e norme con le quali cercare di "adattare" la realtà al proprio pensiero. Il sentire bioregionale è una forma vitale di adesione a ciò che è, nella visione e propensione di restare in armonia con ciò che è, sempre conservando la propria natura adattandola però alle condizioni in cui ci si trova.
Insomma basta essere se stessi senza lasciarsi condizionare da un credo, mantenendosi però in sintonia con ciò che è, nella comprensione della comune appartenenza esistenza. Questo modo espressivo è spontaneo e naturale e corrisponde alla consapevolezza di appartenere al Tutto. 
E' una fusione fra "anima" ed "animus", tra maschile e femminile, all'interno ovviamente non in senso unisex, e questa integrazione è il risultato di quella che amo definire una "spiritualità laica", che supera ogni religione ed ogni ideologia. Uno "spirito laico" consapevole manifesta un salto evolutivo rispetto alla condizione del credente e persino dell'ateo, che in realtà non sono disgiunti ma appartengono ad una sola categoria, quella di coloro che basano il proprio pensiero sul “credere”.
Credenti e non credenti hanno bisogno di una ragione giustificativa (per la loro convinzione) che li uniformi al loro credo….
Ma qual’è la differenza sostanziale fra il restare assorbiti nella quiete della coscienza indifferenziata, rispondendo agli stimoli della vita con spontaneità e naturalezza, e la reazione spasmodica basata sul credere in concetti assunti che ci fanno da gabbia comportamentale?
Un uomo studia libri su libri, ascolta e tiene grandi discorsi, cerca seguaci e diventa egli stesso seguace di un'idea, inizia insomma a “credere” in un sistema, in un vantaggio, egli imposta ogni sua azione nel rispetto di uno schema sul quale erige una struttura “idealistica” (od al peggio egoistica) e con essa ritiene di poter “istruire” gli altri e di poter esprimere “la verità”.
Ma come è possibile che la verità sia statica, una cosa prestampata ed immobile, un rigido ideale? Essa può esser “vera” solo se è vera nel fluire continuo della vita, assestandosi ed adeguandosi alle circostanze correnti, essa non sclerotizza gli eventi, non impone restrizioni, essa respira con tutto ciò che esiste. Basarsi su un credo (in positivo od in negativo) per raccontare la verità è voler dare alle parole un valore che non hanno…
Ed in buona sostanza come nasce la parola? Il linguaggio attraverso il quale osiamo affermare “questa è la verità” è molto lontano dalla pura coscienza. Infatti all’inizio esiste una consapevolezza astratta, una coscienza intelligente e non qualificata, da questa sorge il senso dell’io (l’ego), il quale a sua volta da origine ai pensieri, ai concetti, ed infine questi diventano parole e scrittura. Quindi il linguaggio è di molto successivo alla conoscenza innata.
Come è possibile che attraverso la concettualizzazione si possa esprimere la verità, cos’è questo se non cieca arroganza? Se usiamo adesso un po’ di discernimento, non possiamo far a meno di osservare che ognuna delle presunte verità su cui si basa il "credere" appartiene all’ego, è solo "ciò" in cui crediamo, ma può esser definita verità una verità che è solo individuale? C’è un antico detto taoista che dice: ”il tao che può esser detto non è il vero Tao”. E Ramana Maharshi, un saggio dell’India, disse: “..la verità è nel profondo silenzio del nostro cuore…”.
Purtroppo alcune persone sbandierano la loro verità ai quattro venti, pretendono di averla trovata in fantastiche proiezioni della psiche, nelle idee politiche o finanziarie, nelle varie religioni, negli inferni e paradisi, nella reincarnazione e nel materialismo ateo, perché essi amano il mistero e non la verità…
Ed in verità a che servono queste “verità” fasulle, ignorando la vita del giorno per giorno, del qui ed ora, se non per speculare sull’immaginario del credere? 
Per sperimentare la verità di vita basta stare nella spontaneità del respiro… senza decidere in anticipo quando inspirare e quando espirare… 
Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana











“Nasceranno da noi uomini più saggi. La generazione che dovrà venire sarà più consapevole di chi è nato dalla terra, dal ferro e dal fuoco. Senza paura e senza troppo riflettere i nostri nipoti si daranno la mano e rimirando le stelle del cielo diranno: «Com’è bella la vita!». Intoneranno una canzone nuovissima, profonda come gli occhi dell’uomo fresca come un grappolo d’uva, una canzone libera e gioiosa. Nessun albero ha mai dato frutti più belli. E nemmeno la più bella delle notti di primavera ha mai conosciuto questi suoni questi colori. Nasceranno da noi uomini migliori. La generazione che dovrà venire sarà migliore di chi è nato dalla terra, dal ferro e dal fuoco.” (Nazim Hikmet)

venerdì 13 marzo 2026

L’inganno più distruttivo di tutti i tempi: la moneta-debito...

 

Signoraggio bancario invenzione di Satana

Guardiagrele (Ch) – Scrisse Giacinto Auriti: "Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito.

Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere ché emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario.
Il valore della moneta lo crea il cittadino, tramite accettazione.

La moneta deve nascere di proprietà del cittadino perché è
lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si
mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore
non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità
stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni
unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è
una convenzione.

La moneta è una semplice convenzione. Quindi …..

Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava
senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la
banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto
della proprietà il debito. Non si può comprendere come sia stata
possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca
d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla
definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di
questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d’Assisi
quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi
ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole
di Satana che stanno nel Vangelo.

Se Cristo avesse ascoltato Satana…

Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel
deserto, Satana Gli dice: “Tramuta le pietre in pane”. Per lo più
queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come
tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato
motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile
perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane
dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la
giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci
dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando,
rispondendo a Satana, afferma (Mt. 4,4): “Sta scritto, non di solo
pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Ciò
che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai
considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il
significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma
dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca
di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata
l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di
Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben
dire a Cristo: “Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho
dato il consiglio di trasformare le pietre in pane.” Quindi Cristo
sarebbe stato trasformato da “padrone” a “debitore” del Suo pane.

Da debitori a creditori: alchimia satanica della moneta nominale oggi


A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione
della moneta nominale. Quando la banca centrale emette moneta
prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola,
ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto,
esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato
l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della
pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la
banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di
tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della
tentazione di Satana (Ndr.: elemento che sta alla base di tutte le
crisi economico-finanziarie dal 1694 ad oggi. Crisi pilotate ed
indotte dal sistema bancario e dai suoi complici che ruotano intorno
all’orbita della politica e vengono foraggiati dallo stesso sistema
bancario: ciò indurrà il poeta statunitense Ezra Loomis Pound a
definire i politici “camerieri dei banchieri).

Since 1694

Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle
banche centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da
proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio
denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto
dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’Umanità è così
precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia.

Peggio delle bestie

La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran
tempo ormai che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette (cioè la Banca Centrale – Ndr). Con la moneta debito l’Umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del “suicidio da insolvenza” come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: “I vivi invidieranno i morti”.

La Terza Tentazione nel deserto e gli adoratori di Satana

Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le
si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente
significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Mt. 4, 8-9):

“… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori”.

Una curiosa e distruttiva “coicidenza”

Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di
Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano
fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica. La
circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione
dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle
banche centrali come promotrici della moneta-debito parla da sè. Non a
caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con
cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la
Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la Banca
d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il
simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta.

Subordinazione del potere religioso a quello politico

Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello
politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione
protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano
Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente
subordinata alla sovranità religiosa (Ndr – da notare anche la curiosa
coincidenza: il ruolo giocato dalla casa reale inglese, posta ai
veritci della “piramide massonica” internazionale – Vedi Duca di Kent
– vedi qui foto – L’origine ebraica del protestantesimo in Bernard
Lazare). Non a caso quando il protestantesimo entra in Europa
continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV.

Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si
disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i
banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo (vedi
qui L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha
Costi di Produzione) e che gli stessi re avrebbero potuto emettere
gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi. Non a caso in
Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e
“protestanti”.

La differenza tra Sacro Romano Impero e Commonwealth britannico

Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e
Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario
delle moneta, qui è debitore. Non a caso, dopo aver tolto Dio
dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la
Banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione
di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è
Commonwealth. Tutto il mondo è “colonia monetaria”. (Ndr.: Satana ha
conquistato e soggiogato il mondo con il suo sterco, diffuso dai suoi
seguaci).

Satana mantiene le promesse fatte a fin di male

Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le
promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede
ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo. Su queste
premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta
Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è
padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo
possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza
perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così
anche questa tentazione".
Postfazione di Giacinto Auriti sull’inganno più distruttivo di tutti i tempi: la moneta-debito, dalla creazione della Banca d’Inghilterra.
Postfazione al libro di Bruno Tarquini: “La Banca, la Moneta e l’Usura – La Costituzione tradita”

………………….
Commento di Vincenzo Zamboni:
1) Non avevo pensato alla possibilità che il copyright delle
eurobanconote si riferisse solo al disegno dell’immagine.
Tuttavia, esso non compariva nelle vecchie banconote di stato, che
erano invece qualificate per iscritto “proprietà del popolo italiano”;
oppure “della repubblica” (che significa cosa pubblica, ovvero
proprietà comune, ovvero proprietà originale del popolo, all’atto di
emissione), e “pagabili a vista al portatore”, che ne qualificava la
proprietà del portatore di turno dopo la prima consegna successiva
alla emissione, oppure ancora “proprietà del Tesoro”; quale ufficio
della repubblica, quindi daccapo come prima.
Tutte scritte scomparse dalle eurobanconote, così come non compare più la scritta “La legge punisce i fabbricanti e spacciatori di banconote false”.
Come mai ?
L’eurosistema è prudente: sa di agire allo stesso modo dei falsari,
come ha evidenziato il Nobel Maurice Allais, aggiungendo “cambia solo
il soggetto che ne trae beneficio”.
Infatti: invece della piccola “banda del buco” si tratta dell’
eurosistema bancario.
2) Frattanto, sono in circolazione una miriade di banconote da 20 euro
palesemente false, quali irregolari per insanabile contraddizione
interna. Si tratta della emissione di 20 euro datata 2002 e …
firmata “Mario Draghi”. Cosa c’è che non va ? Il fatto che nel 2002
Draghi Manolesta non era governatore della Bce, bensì semplicemente
direttore del Tesoro (un ministero di stato italiano, dunque) a Roma.
Insomma, noi siamo ormai abituati ad accettare e usare moneta e debito
privati (Bce, Bankitalia, che sono Spa), oppure anche “pubblici”, però
emessi a debito da chi dovrebbe emetterli in proprio come moneta
pubblica senza debito: il Ministero del Tesoro, appunto, che come
ufficio della Repubblica (”res publica”, ovvero “cosa pubblica”, cioé
di tutta la nazione, del popolo) dovrebbe emettere moneta pubblica
senza debito alcuno.
Come giustamente osservava Giacinto Auriti, la Banca d’Italia dovrebbe
svolgere pubblico ufficio di zecca dello stato, che stampa moneta
pubblica consegnandola al Tesoro senza contropartita.
3) c’è un risvolto storico tragicomico, in tutta questa faccenda. Come
è noto, la Repubblica ereditò dalla precedente monarchia una Banca
d’Italia sostanzialmente statalizzata, poiché, pur trattandosi di una
Spa, le sue quote erano state tutte acquisite dalle aziende di stato,
divenute poi il complesso Iri.
I barbarorepubblichini sono riusciti a privatizzare tutto, vendendo
ambo: Banca e Iri.
Semplicemente pazzesco: i beni pubblici, ovvero di tutti noi, sono
stati alienati (l’attuale Bankitalia è privatizzata al 95%, salvo
misero 5% di quota Inps-Inail), e dopo aver svenduto i beni comuni è
stato inventato il falso debito da signoraggio integrale (al 100% +
interesse, nemmeno i signori del feudalesimo medievale osavano tanto
!) scaricato sui cittadini. In termini marxisti, un furto di
plusvalore persino superiore al valore prodotto dal lavoro
rappresentato nominalmente dalla emissione.
Una vera catastrofe.
Alla faccia della Costituzione che “tutela il risparmio” (proprio così)…
……………………..
Commento di Giorgio Mauri: “Il modo in cui è gestito il DENARO è il vero problema di questo periodo storico, e non stupisce che i grossi problemi siano stati innescati dalla svolta fascista dei primi anni 80, iniziata in Italia con l’uccisione di Aldo Moro, e negli USA con il primo ACT a favore dell’alta finanza ad opera di quel gran figlio di buona donna che fu Carter. I democratici americani sono sempre coloro che, con l’aiuto dei laburisti inglesi di un inqualificabile Blair, chiusero il cerchio con Clinton nel 2000, un mese prima dello scadere del suo mandato, liberalizzando totalmente la gestione delle assicurazioni, che hanno fornito all’alta finanza facilitazioni enormi nel riciclaggio del denaro sporco. Perché è bene che si sappia che gli USA non danno agli italiani la cittadinanza per paura che siano membri della Ndrangeta, gli USA chiudono quando e come vogliono le pizzerie italiane per lo stesso motivo, e gli USA con la City di Londra sono coloro che riciclano la quasi totalità del denaro del crimine organizzato. Gli anglosassoni e, in generale, i popoli del nord Europa a partire dagli Olandesi, hanno una visione molto pragmatica dell’esistenza, che non guarda in faccia a nessuno. Difficile che possano reggere questa situazione a lungo.”

Articolo collegato: 

Potentati finanziari ed economici, signoraggio bancario, debito pubblico, tasse...:  https://www.controluce.it/potentati-finanziari-ed-economici-signoraggio-bancario-debito-pubblico-tasse/



martedì 10 marzo 2026

Alcune opinioni su alcune religioni e sulla spiritualità laica...

 


Per cominciare un paio di articoli pubblicati su un numero della  rivista laica (cartacea) "Non credo":    https://www.arciatea.it/wp-content/uploads/NonCredo60.pdf
E qui alcune considerazioni generali sul concetto di Spiritualità Laica collegata all'Ecologia profonda ed al Bioregionalismo:  
"Spiritualità Laica"... Come e quando è stato coniato questo neologismo: Da un bel po’ di tempo sto cercando di raccogliere documenti e testimonianze sulla nascita (e sull’uso del termine) del concetto di “Spiritualità Laica”. Purtroppo sono un confusionario e non riesco mai a tenere un'esatta cronologia degli eventi vissuti, soprattutto quelli che -nel momento- non sembrano rivestire particolare importanza...   Continua: https://www.spiritual.it/it/cultura/spiritualita-laica-come-e-quando-e-stato-coniato-questo-neologismo,3,107225

Il linguaggio unisce o divide?  ...l’ostacolo posto dalle religioni e dalle ideologie è proprio quello di basarsi su un linguaggio, sulla descrizione culturalmente adattata per esportare una specifica cultura. Ma allorché l’oscuramento viene rimosso dal cuore dell’uomo, improvvisamente ci troviamo a Casa, cioè torniamo alla “lingua universale” da tutti compresa. Possiamo definire questo stato “liberazione” dall’illusorio senso di separazione, poiché la biospiritualità non può ammettere separazione... - Continua:   https://www.politicamentecorretto.com/2022/11/28/il-linguaggio-unisce-o-divide/

Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica sono la trinità della nuova filosofia o religione della natura.  L’ecologia profonda analizza l’organismo, le componenti vitali e geomorfologiche, le loro correlazioni e funzionamento organico ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali (bioregioni) in cui tali processi si manifestano in forma qualificata di “organi” territoriali e culturali. Come terzo elemento componente c’è “l’osservatore”, cioè l’Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo, da me definita “spiritualità laica”. Ovvero la capacità e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa: https://www.lteconomy.it/bloglte/profilegrid_blogs/breviario-su-bioregionalismo-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica/

La spiritualità naturale è il cuore pulsante del pensiero bioregionalista. Si colloca nella spazialità della natura e da essa ne prende e vi riporta nutrimento. La spiritualità bioregionalista ed ecologista  lascia fluire la libera naturalezza come procedimento di armonizzazione  dell'essere, fondata su una trinità di pensieri che, pur vivendo a sé stanti, nello stesso tempo si associano e si confondono tra loro... - Continua:   https://www.vorrei.org/persone/11050-post-utopie-la-spiritualita-laica-il-bioregionalismo-e-l-ecologia-profonda.html




Estratti  dalle analisi rilevate da A.I. 

Paolo D'Arpini, filosofo ed ecologista profondo, affronta il confronto tra cattolicesimo e buddismo ponendo l'accento sulla distinzione tra una spiritualità vissuta (laica e bioregionale) e l'istituzionalizzazione religiosa. D'Arpini critica spesso il cattolicesimo per la sua natura settaria e chiusa, contrariamente all'ideale di "universalismo" che dovrebbe rappresentare.

Ecco i punti salienti del confronto visti nell'ottica di D'Arpini:
  • Critica alla fede istituzionale: D'Arpini distingue il senso morale e spirituale autentico dalle dottrine religiose. Nel suo approccio, la fede spesso si trasforma in dogma, perdendo la connessione con la natura e il senso profondo dell'esistenza.
  • Approccio al Divino: Mentre il cattolicesimo si fonda sulla fede in un Dio teistico, onnipotente e trascendente, il buddismo (particolarmente nella visione orientalista/bioregionale di D'Arpini) viene percepito più come una "disciplina spirituale" o "filosofia ateistica", centrata sulla consapevolezza interiore.
  • Dio vs. Potenziale: In questa analisi, il Buddha non è una divinità, ma rappresenta il "potenziale" di risveglio presente in ogni essere vivente, un concetto diverso dalla divinità salvifica cattolica.
  • Spiritualità e Ambiente: Paolo D'Arpini promuove una "spiritualità laica" e l'ecologia profonda, che cercano una simbiosi con il territorio (bioregionalismo), un aspetto che ritiene più in linea con una visione non dogmatica (simile a certi aspetti orientali) rispetto alla visione talvolta antropocentrica del cattolicesimo tradizionale.
  • Il "Sé" e l'Io: Un tema centrale è il superamento dell'ego. D'Arpini, ispirato anche da insegnamenti orientali, parla spesso di "vivere senza dire io", in contrasto con la valorizzazione della singola anima personale tipica del cattolicesimo.  
In sintesi, il confronto di D'Arpini non cerca un sincretismo dogmatico, ma contrappone una visione "spirituale" libera e radicata nel vivente (ecologia profonda) a una struttura "religiosa" rigida e dogmatica.

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sabato 7 marzo 2026

Vegetariano e laico, perché?...

 


Mi scrive un amico: “Mi perdoni se La disturbo. Deduco, visto che è legato al Circolo Vegetariano, che Lei stesso sia vegetariano, giusto? Per un motivo etico, salutistico o entrambe le cose? E poi da ciò che scrive, dal punto di vista spirituale, sembra che  Lei si sia formato con l'Advaita Vedanta o con lo Zen e quindi con la Spiritualità Laica, giusto? RingraziandoLa, La saluto cordialmente.”

Mia rispostina: “Gentile amico, diamoci del tu per semplificare,  mi definisco "vegetariano" perché non c'è un altro termine adatto per qualificare chi segue una dieta  "naturale", sia dal punto di vista genetico che ecologico ma anche psichico (al proposito ti consiglio la lettura di questo articolo:   https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2014/05/10/vegani-o-vegetariani-dieta-ideologica-o-fisiologica-la-risposta-sta-nellecologia-alimentare-spiccia/). 


La mia storia personale (destino) ha voluto che il mio "risveglio" spirituale avvenisse attraverso il contatto con il maestro Baba Muktananda, incontrato senza alcuna apparente volontà da parte mia nel 1973 e dal quale ricevetti la spontanea iniziazione "shaktipat" (anche definita "risveglio dell'Energia Kundalini"). Continuai da allora a mantenere una “semplicità” di vita, con fasi più o meno intense in accordo con gli eventi.

Contemporaneamente, col trascorrere del tempo, seguendo le mie propensioni intellettuali ed elettive, mi dedicai allo studio del vedanta, dello zen, del taoismo, etc. tutte vie non dualistiche, ed incontrai diversi realizzati dai quali ricevetti insegnamenti sottili, mai formali. La mia storia "spirituale" è  stata da me raccontata nel libro "Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel sé"  (Edizioni OM), che  è una sorta di diario, una raccolta di aneddoti sugli incontri  con  personaggi particolari, direi "straordinari", conosciuti lungo il cammino.


Ritengo quindi che l'approccio "laico", ovvero non confessionale o fideistico, ma basato su esperienze dirette, sia il più indicato. Lo affermo senza pretenziosità  in seguito alla mia esperienza diretta di vita vissuta e per questa ragione "trasmetto" ciò che io stesso ho sperimentato, essendo comunque consapevole che altre esperienze, in forme diverse, possano condurre a risultati affini. Per questo tendo, nei limiti del possibile, a mantenere un approccio alquanto sincretico, fondamentalmente restando in un filone laico e non dualistico (anche in senso alimentare).  

Comunque, per  rispondere più estensivamente alla tua domanda riguardo al mio approccio alimentare e spirituale potrà esserti utile  la lettura di  articoli pubblicati nei  blog:  http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/ - https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/ - https://bioregionalismo.blogspot.com/ -  ed  anche altri che potrai trovare cliccando il mio nome sui motori di ricerca...

Inoltre, se dal punto di vista informativo, vuoi continuare a leggere notizie e comunicazioni, di vario genere, a me collegate,  puoi seguire il nostro Giornaletto di Saul che viene pubblicato quotidianamente qui: http://saul-arpino.blogspot.it/

Un caro saluto, Paolo D'Arpini









Post Scriptum:

Il percorso di realizzazione è un passatempo che la mente richiede. Noi siamo già quello che vorremmo essere. Però è vero che restare sintonizzati all'interno aiuta, come pure aiuta la lettura di testi spirituali. Purtroppo a volte succede che la comprensione intellettuale possa ingannarci, lasciandoci credere di aver “compreso”. Quindi cosa posso consigliare? Forse la cosa migliore è meditare e seguire il proprio intuito che infallibilmente ci guida verso il risveglio. “Quando i fiori sbocciano le api giungono senza essere invitate” diceva il santo Neem Karoli Baba”