domenica 2 agosto 2026

L’ecologia del profondo non ipotizza il ritorno al primitivismo...

 


La visione biocentrica riconosce il valore intrinseco di tutti gli esseri viventi indipendentemente dalla loro utilità per l'essere umano.  Considera le attuali difficoltà della società come un'occasione per trasformare il progresso in sintonia con i cicli vitali del pianeta attraverso un  riequilibrio evolutivo e  promuovendo la crescita interiore e  l'espansione del "Sé" e l'identificazione profonda con la natura, anziché la rinuncia alla civiltà.

L’ecologia del profondo, pertanto,  non ipotizza il ritorno al primitivismo bensì individua nelle attuali condizioni della società avanzata l’occasione di un riequilibrio.

La continuità della nostra società, in quanto specie, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intera assemblea dei viventi e dei non viventi l’esperienza vita. Questa visione è l’ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.

Ne consegue che l’economia umana può e deve tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: “E’ ciò ecologicamente compatibile?” I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica. Verrà avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse impartendo grande input allo sviluppo economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita “globale” del pianeta.

Dopo  secoli di incertezze possiamo dichiarare concluso quell’intermezzo temporale chiamato “antropocentrismo”, supportato dalle ideologie e dalle religioni. Chiudiamo così il momento storico della cosidetta "civilizzazione umana" per approdare ad un’alba di genuini valori universali ed ecologici basati sul reciproco rispetto delle forme esistenti, chiamata anche Nuova Era Ecozoica. 

Ciò avviene  attraverso l’acquisizione di un antico/nuovo modo di pensare che fa riferimento alla basilare legge della vita. Ovvero: vivi e lascia vivere.

La possibilità che il presente sistema di civilizzazione consumista porti  alla caduta di ogni valore vitale è sempre più evidente osservando l’arretratezza con cui i nostri governanti ed amministratori affrontano le problematiche sociali ed ambientali.

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di “interesse economico od ideologico" (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat).

Questa visione è alternativa al vecchio sistema superficiale che tien conto solo dell’apparire e del consumo. Oggi, in alternativa, 
possiamo tranquillamente entrare nel mondo “dell’appartenenza e condivisione”.

La consapevolezza di essere parte integrante del tutto è l’unica strada per uscire dal vortice di una  rovinosa barbarie.


Paolo D’Arpini -  Rete Bioregionale Italiana




sabato 1 agosto 2026

Economia sostenibile: auto-produrre il denaro è possibile...

 


Quando di  necessità  si fa virtù… Quando in Argentina, al culmine della crisi, venne a mancare concretamente la liquidità, improvvisamente i cittadini si accorsero che c’erano mille modi per sostituire il denaro ufficiale, sostanzialmente imparando ad auto-produrre certificati di credito con le proprie mani.

Non sto dicendo che dovremo fare come loro, ho solo esemplificato che la condizione di guerra aguzza l’ingegno, e improvvisamente si capisce o perisce.

Quella che viviamo è a suo modo una guerra: quella di sempre, la guerra dei ricchi contro i poveri. In fase acuta, però.
In tali circostanze, rendersi conto che il denaro è un bene convenzionale, quindi né limitato a priori né monopolizzabile, è importante.
Cosa sarebbe successo se di fronte al ricatto Bce sulla liquidità i greci si fossero comportati in modo simile ai loro predecessori argentini, invece che cedere?

Cosa succederà se le popolazioni si renderanno finalmente conto di avere delle vie di iniziativa autonoma, invece di essere schiavi alla mercè del dominio di turno?

In ultima analisi, il denaro è per l’individuo comune niente altro che una unità di conto, questa è la funzione di cui ha bisogno. Basta il databse di una banca del tempo e dello scambio per cominciare (ho scritto: “cominciare”, non “finire”) a sostituire quello monopolistico.

Vincenzo Zamboni




L’esperimento  dei “petecchioni” del Circolo  VV.TT.

Rammento che, verso il 1996 (o giù di lì), nella sede del Circolo VV.TT.  per lanciare un segnale facemmo una emissione simbolica di moneta alternativa “Petecchioni” che aveva valore legale per gli interscambi all’interno del Circolo. Ricordo che proposi all’allora sindaco di Calcata, Luigi Gasperini, di fare altrettanto per l’area comunale, questo perché nella Costituzione Italiana è tuttora consentita l’emissione comunale di cartamoneta. Purtroppo il sindaco non fu abbastanza lungimirante e scartò l’idea…

Storie dal Circolo Vegetariano di Calcata: “Di quella volta in cui Silvio  Berlusconi…” | TusciaUp

Qui occorre sapere che stampare carta moneta non può essere un monopolio. Proprio perché si tratta di una Cambiale (cioè una certificazione scritta di un debito) chiunque può farlo e nessuno lo può vietare.

Successivamente per spiegare bene al popolo cosa si celasse dietro alla truffa del signoraggio bancario, nel 2005, assieme al socio Giorgio Vitali, organizzammo nell’ex Lavatoio di Calcata un dibattito ad hoc, dopo quel primo incontro ne organizzammo vari altri, nella sede del Centro Visite del Parco del Treja di Calcata, a Faleria  ed anche al comune di Sant’Oreste, etc.  con numerosi esperti del settore.


Alcuni di voi non sapranno che attualmente non è lo Stato a emettere la carta moneta ma sono delle banche private, sia pur denominate Banca d’Italia od attualmente BCE, che si sono appropriate del diritto di emettere carta moneta per conto dello Stato, il quale a sua volta ripaga questo debito con l’emissione di Buoni del Tesoro  che vengono posti in vendita dalle banche stesse guadagnandoci ulteriormente.   Perciò capirete che per risolvere il problema del debito pubblico e degli interessi pagati e restituire allo Stato la sua dignità ed autonomia finanziaria è assolutamente necessario che l’emissione cartacea del denaro ritorni allo Stato. Inoltre siccome attualmente non c’è più alcuna trasferibilità fra la moneta ed il suo equivalente in oro ciò significa che -di fatto- il denaro che circola è semplice carta colorata e che in qualsiasi momento il suo valore convenzionale può scomparire del tutto.

Ma l’argomento che vorremmo trattare è veramente complesso e richiede alcune spiegazioni ed analisi preliminari, perciò iniziamo il discorso con l’analisi di alcune condizioni che hanno portato la nostra Repubblica all’attuale stato di cose.
Il problema è vasto e va affrontato con lungimiranza e con spirito di “comprensione”.

Chi ha detto che i gestori dell’economia finanziaria devono comandare su tutti gli altri? NESSUNO! E’ un sopruso accettato passivamente da una popolazione [europea] senza alcuna dignità. Chi ha stabilito che la BCE deve essere privata? Nessuno. E’ un sopruso. Non solo: Qualora noi e noi soli, italiani, decidessimo di nazionalizzare la Banca d’Italia, potremmo farlo perché, per il principio liberista, nessuno ci può impedire di trasformare l’assetto interno di un Ente che è uno degli azionisti della BCE. Banca d’Italia, ancorché pubblica, cioè di proprietà del Popolo italiano, sarebbe una normale azionista della banca centrale Europea.

E’ forse il  governatore a controllare la BCE? O i finanzieri internazionali fondatori delle Banche Centrali (e del famoso incontro umma aumma sul Britannia? Il benemerito presidente Cossiga, che stava al gioco ma non stava zitto, dichiarò che si trattava di un atto profondamente illegale. Infatti, non si  dovrebbero nominare governatori della Banca centrale europea personaggi provenienti dalla grande finanza e da  banche private. Lo hanno potuto fare perché hanno abusato di un potere assoluto, cioè senza controllo.

A questo punto non siamo in condizione di poter predire come andranno le cose. Di certo il gioco è pesante. E costellato di omicidi: Alfred Herrausen e Detlev Rowedder, due funzionari economici tedeschi che si opponevano alla sistemazione in senso privatistico della BCE. NON manchi a questo elenco anche Wim Duisberg, ANNEGATO in una piscina. (Ex governatore della BCE). NOTA: la di lui moglie fu sottoposta a processo in Olanda per “antisemitismo”. – COGLIAMO L’OCCASIONE PER RICORDARE ANCHE DUE ITALIANI MORTI O SPARITI: SBANCOR E FEDERICO CAFFE’. In questo elenco non manchino anche: l’americano Jeffry Picower e, volendo, anche il figlio di Madoff, nonchè i due Kennedy. Senza dimenticare Paolo Ungari ed Haider, nonché Aldo Moro e …. Borsellino.

La realtà che stiamo vivendo è del tutto falsa.

Paolo D’Arpini
L'importanza della coesione nel movimento bioregionale ed  eco-spiritualista-pacifista...*


Ed ora esausti e sazi della introduzione generale e consapevoli dei retroscena in cui la cessione della Sovranità dello Stato è passata alle banche ed ai poteri economici “altri”… passiamo decisamente all’interrogazione:

Al signor Ministro dell’Economia e delle Finanze
premesso che il popolo italiano in base all´art 1 della Costituzione, “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, è Sovrano e fra le varie Sovranità rientra anche la Sovranità monetaria. 

La Sovranità monetaria consiste nel diritto di emettere moneta ex nihilo.
La Sovranità di uno Stato è indisponibile e inalienabile per chiunque tranne che per il popolo italiano che ne è il titolare esclusivo secondo qualsiasi testo di diritto Costituzionale e lo stato deteneva LA SOVRANITA´ MONETARIA fino alla privatizzazione delle tre BIN Banca Commerciale Italiana, Banca di Roma e Credito Italiano.
Si seguitò poi a vendere ai privati anche le partecipazioni nelle Banche di interesse nazionale come la BNL e l´Istituto bancario S Paolo di Torino. Con queste incaute vendite si trasferì ai privati la Sovranità.
Premesso che nel 1992 iniziò la privatizzazione delle tre BIN nella quale il Ministro del Tesoro ”dimenticò” di trattenere le quote della Banca d´Italia che in base al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia dovevano essere dello stato o di aziende con capitale a maggioranza statale. monetaria e si privatizzò la Banca d´Italia in maniera illegale rispetto al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia che in un secondo tempo, per coprire la vendita illegale, fu riformato, dopo 14 anni di silenzio di politici e media, dai banchieri il 12/12/2006 quando è stato approvato per Decreto, dal Presidente del Consiglio Romano Prodi (ex consulente Goldman Sachs) e dal min dell´Economia Tommaso Padoa Schioppa, membro di Aspen Institute, della Commissione trilaterale e del Bilderberg Club, e avallato dal presidente della Repubblica Napolitano, la modifica all´art 3 dello statuto della Banca d’Italia il quale non prevede più la maggioranza dello Stato in Banca d’Italia.
Premesso che il 7 febbraio 1992 con la firma del Trattato di Maastricht da parte del Governo Andreotti, il cui art 105°A prevedeva che l´unico Ente autorizzato a emettere moneta fosse la BCE, banca privata e per giunta straniera, ci fu la cessione della Sovranità monetaria, avvenuta esplicitamente contro la legge italiana, perché la Sovranità monetaria non è a discrezione di un qualsiasi governo o di chiunque altro che non sia il popolo italiano ed inoltre non si seguì l´iter previsto dalla Costituzione per la modifica di quest´ultima.
Premesso che la cessione a banchieri privati, per giunta stranieri, della Sovranità monetaria è stata fatta in maniera incostituzionale in quanto è stata fatta una modifica alla Costituzione senza seguire l´iter previsto dalla stessa per le modifiche e inoltre qualsiasi Sovranità non è nella disponibilità di nessun governo. Infatti, la Costituzione italiana non prevede in alcun modo la cessione della Sovranità monetaria e men che meno a privati stranieri.
Premesso che secondo l´Articolo 105A del Trattato di Maastricht:
1.La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.
2.Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.
Premesso che l´autocrazia della BCE, unico creatore di moneta nell´Unione europea, entrò in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato più volte citato (articolo 107)
Tutto ciò premesso,
SI CHIEDE di conoscere
dal Ministro del Tesoro pro tempore in quanto tempo prevede sia possibile riparare i danni arrecati all’intero popolo italiano, dato che è doverosa l’applicazione della Legge 262 del 28 dicembre 2005 il cui art 19 c 10 impone il rientro delle quote della Banca d´Italia nelle mani dello Stato entro tre anni, mentre sono già passati diversi anni dalla sua promulgazione e il cui regolamento di attuazione (da quel che noi sappiamo) non è stato finora redatto, con la conseguenza che la legge succitata non è mai stata applicata mentre lo Stato è costretto a chiedere in prestito alla banca centrale il denaro di cui necessita pagandone gli interessi ad una banca privata straniera, la BCE, e facendo pagare i costi agli italiani del tutto ignari della truffa.
Art 19 c 10 della legge 262
Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.    
   
Giorgio Vitali


martedì 28 luglio 2026

Acqua elemento di vita, non inquiniamola e non sprechiamola...

 



Per cercare la vita aliena non basta studiare l'atmosfera dei pianeti: bisogna cercare l'acqua. La presenza dell'acqua è infatti  importante per la comparsa della vita su pianeti simili alla Terra. Lo indica lo studio condotto dall'Università del West Anglia e pubblicato sulla rivista Astrobiology. Solo la presenza degli oceani e delle acque di superficie, rilevano i ricercatori, può mitigare il clima, riducendo gli sbalzi di temperatura e rendendo un pianeta effettivamente abitabile". 

Al che commentavo: "Gli scienziati scoprono l'acqua calda... Ma perché dove c'è un pianeta abitabile, con l'acqua, facciamo di tutto per renderlo inabitabile e arido?"

Scriveva l'ANSA: "L'acqua sugli  altri pianeti  è 'misteriosamente' poca: sono le conclusioni ottenute dalla più precisa misurazione della quantità di acqua presente in un pianeta esterno al Sistema Solare.... le nuove misure mettono in crisi la teoria di riferimento sulla formazione dei pianeti...". Insomma dobbiamo tenercela cara questa nostra Terra, un paradiso terrestre che per avidità di denaro (pezzi di carta colorata) stiamo riducendo ad un colabrodo... Inquinando tutta l'acqua disponibile e uccidendo la vita...

Il futuro dell’umanità, quindi,  non sta nella sua colonizzazione di altri pianeti  bensì nella sua abilità di conservare la vita sul pianeta Terra.

Per questa ragione la biologia, l’ecologia profonda, la spiritualità della natura sono aspetti essenziali del nuovo paradigma coscienziale. Uno dei più grandi misteri vitali, che abbiamo il dovere di affrontare e risolvere, è quello relativo alla nostra vera natura. Ma le religioni e la scienza non saranno mai in grado di darci una risposta se non cominciamo a cercarla direttamente in noi oltre che fuori di noi.

Umanità non è solo simbolizzata da questi bipedi antropomorfi e non è solo un agglomerato organico definito “corpo”. Possiamo dire che Umanità è la capacità di riconoscersi con tutto ciò che vive e pulsa energeticamente dentro e fuori di noi.

La Terra è la nostra casa, l’abbiamo avuta in eredità da un lento e laborioso processo globale della vita, ma siamo sicuri di poterla lasciare a nostra volta alle generazioni future nella stessa integrità e opulenza nella quale noi l’abbiamo ricevuta? La dignità umana si gioca anche in questo, accettiamo dunque la sfida posta alla nostra intelligenza/coscienza.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana



domenica 26 luglio 2026

Onda... su onda! I regali del mare Mediterraneo...

 


sabato 25 luglio 2026

Maha Prajna Paramita Sutra...



La forma non è differente dal vuoto, il vuoto non è differente dalla forma.

Forma è vuoto, vuoto è forma. Ciò vale anche per gli altri quattro elementi: sensazione, percezione, discriminazione, coscienza.

Non esistono occhio, orecchio, naso, lingua, corpo, intelletto. Non c'è il mondo che si vede né il mondo della coscienza, non ci sono tenebre né fine delle tenebre, né vecchiaia né morte, né inesistenza di vecchiaia e di morte.

Non ci sono le quattro verità: sofferenza, causa della sofferenza, distruzione della sofferenza, ottuplice sentiero.

Non esiste nè saggezza nè miglioramento in quanto non c'è nulla da raggiungere.

Il Bodhisattwa mediante la Prajna Paramita supera tutti gli ostacoli ed è libero.

Essendo libero non esiste più paura, gli errori e le illusioni vengono allontanati e si arriva al Nirvana."




venerdì 24 luglio 2026

Solidarietà umana e zodiaci al femminile...

 


Dal paradiso terrestre siamo stati cacciati, almeno così dice la Bibbia, forse però questa è solo una bugia  "religiosa" - magari anche un po' pretenziosa - poiché sulla terra ci siamo ancora e forse potremmo immediatamente ritrovarci in quel paradiso perduto il momento stesso che la nostra esperienza tornasse all'armonia fra natura, animali e società umana.

Prima di tutto quello che è da riequilibrare è il rapporto fra i due generi della nostra specie, il femminile ed il maschile…

Nelle civiltà antiche Terra e Cielo  sono le due forze interconnesse che creano il mondo…

Ora vediamo che negli studi matriarcali portati avanti da ormai un ventennio ad opera di numerosi studiosi e studiose  convenuti per la prima volta al convegno mondiale di Bruxelles nel 2003 la questione matrismo e matriarcato è stato un tema oggetto di discussione, con varie posizioni.

 Mariagrazia Pelaia in uno scambio privato di email afferma:   "La Gimbutas utilizzava il termine matristico per definire le antiche società neolitiche, Riane Eisler per risolvere il problema ha coniato addirittura un nuovo termine, gilania, unendo la radice greca di femminile (gyn) e maschile (an) con una 'l', lettera che evoca il termine link, 'legame'. Invece Heide Göttner Abendroth, che possiamo definire la fondatrice di questa corrente di studi, considera la parola adeguata da usare matriarcato, e lo spiega dal punto di vista etimologico non come 'potere delle madri', bensì come 'antiche madri', da cui la semplice evidenza che queste società tengono in alta considerazione la funzione materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui essendo il rapporto d'amore e di cura madre-figlio l'aspetto fondante della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato.

Nel matriarcato non c'è il dominio, il valore centrale è il rispetto della vita e delle differenze, per cui non esiste la disparità fra generi. Esso rappresenta un'alternativa praticabile al patriarcato poiché storicamente già esistito, vedi il saggio di Riane Eisler sulla storia umana letta in chiave di società della dominanza e società della partnership (Il calice e la spada).

Secondo la Abendroth è importante utilizzare il termine 'matriarcato' anche per ragioni culturali, essendo stato tale termine oggetto di spietata censura da parte della cultura patriarcale, quindi va difeso e sostenuto, riabilitato, e non mascherato con neologismi. Dunque, il dibattito è aperto." 


Mariagrazia Pelaia non fa mistero di condividere il punto di vista
della Abendroth, avendo trovato in lei, nella Gimbutas, nella Eisler e altri studiosi l'ispirazione per le sue ricerche astrologiche sugli zodiaci alternativi femminili scoperti da Lisa Morpurgo per la quale ha adottato la definizione di astrologia matriarcale (vedi anche l'oroscopo da lei fatto alla mia persona
in: http://www.programmiastral.com/ritrattimatriarcali.pdf).

Nel commentare un parere da me espresso, in merito alla capacità creativa delle donne e degli uomini vissuti nel neolitico, Mariagrazia Pelaia afferma: "L'arte nel neolitico faceva parte della vita quotidiana, il vasellame è riccamente decorato e descrive una società elegante che si modella sulla bellezza della natura e non solo, perché è anche un'arte molto astratta, simbolica e quindi con livelli di
comprensione molto raffinati e complessi. L'arte è una componente essenziale della quotidianità, e la quotidianità da sempre è l'ambito femminile per eccellenza. La cosa sorprendente di quei tempi è che la quotidianità era condivisa alla pari e considerata sacra, e dunque era patrimonio comune dei due sessi. Astrologicamente invece la situazione è molto chiara: l'arte è simbolicamente connessa ai pianeti femminili Luna e Venere. Gli uomini devono avere una parte femminile molto sviluppata per diventare artisti. E mi pare che non ci siano dubbi al proposito. In età patriarcale le donne sono state relegate al ruolo di muse, segnalando comunque una stranezza di fondo: perché mai le custodi e le ispiratrici delle arti sono donne e non uomini se si tratta di produzioni del genio maschile?"

Opinioni raccolte da Paolo D'Arpini



martedì 21 luglio 2026

Clash fra culture...

 


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Una comunità ideale non è qualificata dalla religione o dalla ideologia ma dall'umanità che essa rappresenta

In questo momento storico in cui assistiamo ad un “clash! fra varie culture, mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di un'ideologia, di una religione, le contrapposizioni  si manifestano a livello planetario.

Buddisti contro scintoisti, cristiani contro atei, ebrei contro musulmani, destri contro sinistri, etc. etc.

In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane.

Io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente, con spirito laico e sincretico, ma in questi giorni ho notato a tratti alcune devianze un po’ deliranti.. in cui le accuse verso "altre" religioni  sono anche motivo di separazione e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana (che spesso è il discorso anche di parecchi cosiddetti “atei" razionalisti oltre che di "credenti" ben definiti...)

Tempo fa nel nostro gruppo teatrale, il Cinabro, stavamo facendo le prove di tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

Ecco la mia riposta ai professori della fede (o della non fede): Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..! Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso (o ateo), non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete un ebreo se lo accoppiate con una taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano….

Le religioni e le fedi sono solo etichette messe lì da “satanasso” a creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, gli atei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome”.

Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica