giovedì 5 novembre 2026
"Liberi dalla civiltà" di Enrico Manicardi - Abstract...
mercoledì 28 ottobre 2026
Un nuovo strumento per la bioindicazione dei suoli...
La capacità degli esseri viventi di scambiarsi vicendevolmente elementi e sostanze dà vita ad un ciclo ecologico che si svolgerà fino a quando l’energia del sole sarà disponibile, a condizione che non subentrino fattori di disturbo di intensità superiore alle capacità omeostatiche degli ecosistemi. Di recente nella storia della vita sulla Terra, l’uomo è intervenuto modificando i cicli naturali della materia manipolando artificialmente gli elementi chimici e disperdendo nell’ambiente sostanze sintetiche estranee alla vita (“xenobiotiche”), che sono entrate nel ciclo metabolico degli organismi.
Da un’inchiesta condotta all’alba del terzo millennio dall’American Chemical Registry risulta che il mercato utilizza oltre quattordici milioni di sostanze chimiche diverse e che ogni settimana il loro numero aumenta di diecimila nuove unità. La grande maggioranza di queste sostanze chimiche è stata ed è ancora oggi rilasciata nell’ambiente interferendo con gli equilibri degli ecosistemi terrestri. Per lungo tempo si è ritenuto che il suolo avesse la capacità di trattenere le sostanze inquinanti tamponandone gli effetti evidenti entro poco tempo. Si è quindi prestata sempre più attenzione a quei comparti ambientali come l’aria o le risorse idriche superficiali dove, gli effetti dell’inquinamento antropico si ripercuotono sull’ambiente con maggiore immediatezza. La capacità del suolo di accumulare le sostanze inquinanti può effettivamente impedire l’immediata contaminazione di altri comparti ambientali, tuttavia può anche determinare un improvviso rilascio degli inquinanti una volta raggiunto il limite di ritenzione. La parete cellulare dei funghi nel suolo è a diretto contatto con l’ambiente esterno ed è in grado di assorbire ed accumulare cationi pesanti, che possono essere comunque accumulati anche all’interno della cellula.
Queste caratteristiche, pur essendo generali, si presentano in maniera differenziata a seconda delle varie famiglie e specie fungine; infatti numerosi sono gli studi compiuti negli ultimi venticinque anni, particolarmente in Europa, sulla determinazione dei metalli pesanti nei funghi e i risultati ottenuti evidenziano comportamenti eterogenei tra specie e specie. Molti sono i metalli che, presenti in tracce sulla superficie terrestre, sono essenziali per la crescita e la riproduzione dei microrganismi. Diverse concentrazioni di metalli pesanti nel suolo influenzano la composizione della comunità fungina presente nella lettiera e nel suolo. Negli ultimi venti anni grazie ai lavori innovativi di una “equipe” italo-svizzera di studiosi che risponde ai nomi di L. Cocchi (AMB), O. Petrini (ICM-CH) e L. Vescovi (ENIA) è andato sempre più maturando il convincimento che i risultati di queste ricerche necessitino di un affinamento nella loro analisi per addivenire alla creazione di un termine di confronto che è stato “battezzato” con il nome di:
“fungo di riferimento” (“reference mushroom”).
La mole impressionante di dati prodotti da questi studiosi sono stati validati e pubblicati nel 2010 grazie al partenariato con due istituzioni pubbliche di cui una a livello nazionale (“Progetto Speciale Funghi” dell’ISPRA) e l’altra a livello europeo (JRC-ies). L’EUR-REPORT prodotto e la sua versione monografica (ISBN 978-92-79-16023-6) contengono in 2.500 pagine i seguenti dati:
Indicazione delle località di campionamento dei funghi e dei suoli.
I dati analitici (circa 300.000) riguardanti la totalità dei campioni di funghi (circa 10.000) e di suoli analizzati.
La statistica descrittiva per tutti i Generi e le specie analizzate.
Le mappe che illustrano la distribuzione delle concentrazioni degli elementi inorganici nei funghi.
Le mappe che illustrano la distribuzione delle concentrazioni degli elementi inorganici nei suoli.
Quando questa sorta di termometro (“fungo di riferimento”) della situazione chimica del complesso suolo-organismi viventi ad esso collegati, sarà messo a punto per ognuna delle principali specie fungine bioindicatrici, grazie all’ampiezza della composizione del campione di base, permetterà di far luce sulla funzionalità fisiologica che le concentrazioni degli elementi chimici nei funghi possono avere sulla bioindicazione, sulle valutazioni tassonomiche e, non meno importante, sulla stima dei metalli pesanti che vengono assunti tramite l’alimentazione, sia dall’uomo, sia dagli altri esseri viventi.
Abbiamo già detto che dal punto di vista funzionale degli ecosistemi del suolo i complessi costituiti dalle emanazioni ifali delle micorrize mobilizzano minerali e molecole organiche a partire dalle proteine e proteggono l’apice dall’effetto tossico di inquinanti presenti nel suolo compresi i metalli pesanti in concentrazioni non micotossiche. Quest’ultimi dopo essere stati assorbiti, generalmente, inibiscono la crescita fungina e causano anche cambiamenti morfologici e fisiologici. La loro azione tossica sembra essere essenzialmente esercitata a carico degli enzimi. L’inibizione può dipendere dal fatto che vengono mascherati gruppi cataliticamente attivi dalla denaturazione di proteine, dalla modificazione della conformazione enzimatica o dall’attivazione di altri siti coinvolti nella formazione di complessi enzima-substrato, che entrano in competizione con quelli normalmente presenti.
Queste azioni tossiche variano da specie a specie e dipendono dalla concentrazione dei metalli e dal tempo di esposizione. I funghi di riferimento costituiranno sicuramente in un prossimo futuro uno degli strumenti più validi per la valutazione della biodiversità del suolo e degli ecosistemi ad esso collegati.
Carmine Siniscalco
martedì 27 ottobre 2026
Transgenetica e la storia che il DNA ci racconta...
domenica 25 ottobre 2026
Le tre Guna (o "qualità energetiche") che muovono il mondo...
In verità queste tre spinte energetiche non appartengono soltanto alla tradizione indiana, sono presenti anche in tutte le altre filosofie e cosmogonie elaborate in varie culture. Ma in India da tempo immemorabile i cercatori della verità hanno cercato di comprendere il “funzionamento” della vita e perciò lo studio sulle varianti energetiche che creano e sostengono e distruggono il mondo sono state profondamente analizzate.
Le tre Guna rappresentano i tre aspetti del divino, dove “Rajas” (moto) rappresenta la spinta creatrice, Brahma, da cui irradia la vita, una sorta di Big Bang in espansione; “Tamas” (stasi) simboleggia Shiva che ferma la ruota del divenire per infine riscoprire la verità dietro le forme, insomma le “distrugge” (come si dice in gergo); mentre “Satva” (armonia), che è l’emblema di Vishnu, sta a significare l’equilibrio instabile tra le spinte energetiche di azione ed inerzia che consente alla vita di esprimersi nella mutevolezza.
Questi tre aspetti, in varie gradazioni trasformative, creano i cosiddetti cinque elementi che consentono il processo esistenziale. Ovvero: Satva puro rappresenta l’Etere (lo spazio, la coscienza); mescolato con Rajas diventa Aria (la mente sottile nel suo potenziale concettuale); Rajas da solo rappresenta il Fuoco (la mente che crea le forme mentali); il mescolamento di Rajas e Tamas produce l’Acqua (in cui le immagini e le forme mentali assumono una sembianza definita ma fluida); ed infine Tamas in solitario rapprende le forme pensiero che si trasformano in energia materica, ciò che è fisico.
Da queste trasformazioni e dall’interconnessione costante delle tre Guna si svolge lo spettacolo dell’esistente, le tre Guna sono la causa prima della vita e del divenire, allo stesso tempo esse sono inseparabili e quindi nella disciplina spirituale del “ritorno a casa”, ovvero della conoscenza reale della propria natura, queste Guna sono considerate spinte funzionali a proiettare l’illusione (Maya) e che agiscono per “trattenere” l'io nel sogno cosmico.
Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
venerdì 23 ottobre 2026
"Oriente vs Occidente" - Percorsi spirituali a confronto...
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mercoledì 14 ottobre 2026
La giusta misura… cogliendo il momento presente nel luogo in cui si è!
Ho conservato per anni un vecchio dipinto nel Tempio della Spiritualità della Natura, prima di abbandonare Calcata al suo destino e trasferirmi a Treia. Era solo una banale copia, rappresentava un alchimista (od un semplicista) che mostra la giusta dose di sostanza da porre nell’intruglio medicinale ad un giovane apprendista. Il gesto eloquente, la mano alzata con il palmo rivolto in avanti, significante “basta così”. Né troppo né poco!
Ricordo di quando Nisargadatta Maharaj raccontava le conseguenze del suo lavoro di venditore di beedies, le sigarette indiane che causano il cancro anche più delle altre, e pure lui le ha fumate per anni e tra l’altro è morto per un cancro alla gola… ma tutto ciò non ha cambiato il suo “vero stato”... (Il suo approccio non richiedeva pratiche artificiali, sforzi mentali o rituali complessi, ma l'abbandono di ogni controllo egoico per permettere alla propria vera natura (l'Assoluto) di fluire liberamente).
Consideriamo sempre che possiamo solo compiere ciò che è per noi possibile… Non ciò che riteniamo dovrebbe essere… E poi come dovremmo porci di fronte ai dettami della legge di causa effetto? Come dovremmo considerare la favola della reincarnazione…? Libero arbitrio, predestinazione, scelte, miglioramenti voluti o causali?…
A volte anch’io racconto delle storie, che stanno nella mente duale, che rientrano nel funzionamento empirico nel mondo, esprimendo un modo razionale di percepire la vita. Ma nel mio intimo so che son tutte favolette, so che la verità non ha bisogno di giustificazione alcuna, né di spiegazioni. Uso dei sotterfugi.. per poter guardare le persone negli occhi e scorgere la loro anima, toccare il loro cuore e sentirmi una parte di loro. Questo è ciò che è possibile per me… e vorrei che così fosse anche per chiunque altro!
Assomiglia ad una commedia? C’è una nota di finzione in questo atteggiamento? Beh, occorre pur adattarsi al sogno… finché si sogna.. A che serve districarsi dalle considerazione sul bene e sul male con giustificazioni che infine rientrano nell’illusione duale? Tanto vale adattarsi e compiere quei gesti che sono in armonia con la nostra natura umana, che ci consentono di poter condividere al meglio le nostre emozioni ed i nostri pensieri con il prossimo… Sia pur che ciò non è necessario per “essere quello che realmente siamo”.
Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
martedì 13 ottobre 2026
Se la fantasia è più vera della realtà!...
La fantasia può sembrare più vera della realtà perché il cervello usa gli stessi circuiti per immaginare e per ricordare. Einstein diceva spesso che "l'immaginazione è più importante della conoscenza, la logica ti porta dal punto A al punto B, ma l'immaginazione ti porta ovunque".
Questa è un'ipotesi sulle proiezioni "fantastiche" che non sempre sono solo immaginazioni nel nostro pensiero, nel nostro sentire, il pensiero fantastico è mutevole ma attinge al bagaglio dell'inconscio, e lì tutto cova, a metà fra la fantasia e la "realtà".
All'atto pratico si risolve tutto eliminando la fissità del credere unicamente nella "realtà oggettiva", basata sull'attenersi ai fatti, accettando l'apparente incongruenza che li precede, in forma di fantasia (preveggenza).
Questo atteggiamento è comunque utile al mantenimento della congruità della intelligenza coscienza nell'affrontare il contingente. Insomma la "saggezza" è la capacità di vedere e vivere le cose in "movimento".
E qui qualcosa si muove!
Paolo D'Arpini - Antipapa
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I wish to clarify the original meaning of “lay spirituality” which has been misinterpreted and has been misused to define spiritual expre...
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In 1935 Yogananda visited the advaitist Venkataraman Aiyer, known as Ramana Maharsi (Dasgupta 2006: 82). Yogananda brought his secreta...
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The spiritual master is one who shows the way, who says “look inside yourself.” Within us is the truth, which is also embodied and reve...














