Thomas Berry, gesuita, ecoteologo, storico delle culture,
bioregionalista e discepolo di Theilard de Chardin, è autore di
importanti libri come The Dream of the Earth e il recente The Universe
Story (insieme a Brian Swimme).
Berry propugna un cambiamento della società occidentale in chiave
ecocentrica che riconosca la storia della Terra come unico testo sacro
di una visione ecospirituale e olistica del mondo, in base alla quale
ciascuno si impegna a vivere con consapevolezza nella propria
bioregione.
The Universe Story riporta in un capitolo le condizioni necessarie
all’ingresso in quella che Berry ha definito l’Era Ecozoica.
L’Era Ecozoica:
1. L’Universo è una comunione di soggetti e non una collezione di oggetti.
2. La Terra esiste e può continuare a esistere solo in un
funzionamento integrale. Essa non può sopravvivere frammentata,
proprio come qualunque altro organismo. Tuttavia la Terra non possiede
un’uniformità globale. Essa è un complesso differenziato di cui va
sostenuta l’integrità e l’interrelazione delle varie espressioni
bioregionali.
3. La Terra è un bene che ci è stato offerto in godimento soggetto a
scadenza. å destinata a danni irreversibili nei suoi maggiori sistemi
di funzionamento.
4. Gli esseri umani rappresentano un elemento derivato rispetto alla
Terra, che è primaria. Ogni istituzione umana, professione, programma
e attività, devono porla al centro dei propri interessi. Nella teoria
economica, per esempio, la prima legge deve essere quella della tutela
dell’economia terrestre. Un Prodotto Nazionale Lordo in crescita a cui
si affianca un Prodotto Terrestre Lordo in deficit rivela l’assurdità
della nostra attuale situazione. Per la categoria medica deve essere
chiaro che non si può avere gente sana su un pianeta malato.
5. L’intero sistema di funzionamento della Terra si è alterato nella
transizione dall’Era Cenozoica a quella Ecozoica. I principali
sviluppi del Cenozoico avvennero interamente al di fuori di ogni
intervento umano.
Nell’Ecozoico noi umani avremo invece un’influenza determinante in
quasi tutti i processi evolutivi: anche se non sappiamo come produrre
un filo d’erba, questo non potrà crescere se non è accettato, protetto
e sostenuto da noi. Il potere costruttivo della nostra creatività nei
sistemi naturali della vita è minimo, il nostro potere di negazione,
immenso.
6. Per essere valido il "progresso" deve coinvolgere globalmente la
Terra e tutti i suoi aspetti. Definire "progresso" lo sfruttamento
umano del pianeta è una distorsione inaccettabile.
7. L’Ecozoico potrà diventare una realtà solo mediante il
riconoscimento della dimensione femminile della Terra, mediante la la
liberazione delle donne dall’oppressione e dalle costrizioni da loro
sopportate in passato e mediante l’assunzione di una responsabilità
comune, sia maschile che femminile, per stabilire una comunità
terrestre integrata.
8. Nel periodo Ecozoico emerge un nuovo ruolo sia per la scienza che
per la tecnologia. La scienza dovrebbe provvedere a una comprensione
integrale del funzionamento della Terra e delle modalità in cui le
attività umane e terrestri possono vicendevolmente potenziarsi. Le
scienze biologiche dovrebbero sviluppare un "sentimento per tutto ciò
che vive", un rispetto più profondo della soggettività presente nei
vari esseri viventi della Terra. Le tecnologie umane devono
armonizzarsi con quelle del mondo naturale.
9. Nuovi principi etici devono emergere attraverso il riconoscimento
del male assoluto del biocidio e del genocidio, come pure di tutti gli
altri mali che riguardano più specificamente gli umani.
10. È necessaria una nuova sensibilità religiosa, una sensibilità che
riconosca la dimensione sacra della Terra e accetti il mondo naturale
come manifestazione primaria del mistero ultimo dell’esistenza.
11. È necessario un nuovo linguaggio ecozoico. Il nostro idioma
cenozoico è radicalmente inadeguato. Si dovrebbe procedere alla
compilazione di un nuovo dizionario che comprenda nuove definizioni
dell’esistente e l’introduzione di neologismi per i nuovi modi di
essere e per i comportamenti che stanno emergendo.
12. Psichicamente tutti gli archetipi dell’inconscio collettivo
acquistano una nuova validità, come pure nuove vie di funzionamento;
specialmente nella nostra comprensione simbolica del viaggio
iniziatico, del mito della morte -rinascita, della Grande Madre e
dell’albero della vita.
13. Si prevedono nuovi sviluppi nel rituale, in tutte le arti e nella
letteratura. Specialmente il teatro può trovare straordinarie
opportunità nelle tematiche grandiose che vengono elaborate in questi
tempi. I conflitti, finora limitati alla semplice dimensione umana,
acquisteranno risvolti impensati nella stupenda transizione tra la
fine del Cenozoico e l’emergente Ecozoico: dimensioni epiche che
superano ogni aspettativa.
14. La mitigazione dell’attuale rovinosa situazione (attraverso il
riciclaggio di materiali, il contenimento dei consumi e la cura degli
ecosistemi) sarà vana se il nostro intento è quello di limitarci a
rendere accettabile il presente sistema. Queste attività
indispensabili daranno i loro frutti solo se lo scopo è quello di
costruire un nuovo ordine.
Traduzione di Paolo D’Arpini e Stefano Panzarasa - Rete Bioregionale Italiana
martedì 24 marzo 2026
Bioregionalismo. Il pensiero di Thomas Berry e l'era ecozoica... che verrà....
sabato 21 marzo 2026
Biospiritualità: lo stato naturale...
“Ho imparato il silenzio dalle persone loquaci, la tolleranza dagli intolleranti e la gentilezza dagli uomini scortesi. Non dovrei provare gratitudine verso questi insegnanti?” (Khalil Gibran)
Volendo abbracciare in un unico contesto il concetto di spirito e di vita, come presumibilmente avveniva durante il periodo gilanico, un tempo in cui c’era solidarietà, impegno civile, coscienza dell’ambiente, della fatica e dei pericoli ma allo stesso tempo spensieratezza, e desiderando riportare quella esperienza unitaria nella nostra vita quotidiana mi sono ritrovato a dover decidere quale parola potesse maggiormente indicare quel pensiero.
Durante uno scambio epistolare con l’amico bioregionalista Stefano Panzarasa, matrista convinto, lui ha suggerito di usare il termine “religiosità della natura”, come proposto dal filosofo Thomas Berry.
La parola in se stessa è molto evocativa di un ri-congiungimento con l’anima naturale.
Allo stesso tempo il significato di religione (dal latino religio) è “ri-unire” ma non si può affermare che la vita abbia mai avuto separazioni in se stessa.. Se avesse subito una separazione non sarebbe più vita.. Infatti nel periodo matristico anche la morte era considerata una fase nel processo vitale. Quindi parlare di religione della natura può essere fuorviante. Poiché in natura è già un tutto unito, un unicum.
Preferirei magari usare la parola “biospiritualità”, neologismo antico e nuovo per descrivere ciò che è sempre stato e sempre sarà….
A volte, sembra che le parole nascono per creare discordia fra gli uomini….. L’incomprensione sorta con la diversità dei linguaggi, volendo comprendere l’altro attraverso il linguaggio, è alla base delle antipatie che gli esseri umani percepiscono gli uni verso gli altri… Prova ne sia il negro che ci parla in bantu viene visto con sospetto e timore, mettete che lo stesso negro si mette a parlare in italiano, o addirittura nel nostro dialetto familiare, ecco che improvvisamente diviene uno di noi, un fratello di colore diverso. Questa verità l’ho potuta sperimentare svariate volte a Calcata dove la comunità etnica è molto variegata però siccome parlavamo tutti allo stesso modo, al massimo con un leggero accento straniero (tra l’altro ognuno di noi aveva un leggero accento d’origine essendo tutti forestieri), ecco che diventavamo comunque tutti calcatesi, indipendentemente se siculi, romani, veneti, europei est ovest, americani nord sud, africani, etc. etc.
Biospiritualità è l’espressione, l’odore sottile, il messaggio intrinseco, che traspira dalla materia tutta.
Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
venerdì 20 marzo 2026
Il gioco della vita nel palcoscenico della Coscienza...
La mente oscilla come un’altalena tra le memorie passate e le aspettative future, escludendo il momento più importante, il presente.
La mente crea il tempo e vive di aspettative e memorie. La mente è un continuo flusso di pensieri e oscilla tra ricordi, proiezioni, rancori, competizioni, speranze e giudizi; la pace prevale invece solo quando la mente tace, ma soprattutto quando smette di cercare e valutare sia i difetti degli altri sia le nostre mancanze. Sono sempre più rare le persone che pensano che tutto sia perfetto ed evitano di emettere giudizi perché consci che ogni attimo è un avvenimento sognato dalla mente divina e che nessuno degli attori di questa grande e infinita soap opera ha la possibilità di commettere errori − se non quando il Regista lo suggerisce − con lo scopo di rendere la trama della commedia più interessante. La mente vuole essere in controllo, ma essendo impossibile, questo è unicamente causa di eterne frustrazioni.
Si arriva a sorridere della nostra folle illusione e a vivere serenamente senza alcun bisogno di psicoanalisti solo quando si comprende a fondo il gioco del grande mago: la Coscienza. A quel punto non vedremo più uscire fazzoletti multicolori, colombe e conigli dal cappello a cilindro perché avremo compreso ogni trucco...
La vita è un gioco che abbiamo sognato quando eravamo consapevoli d’essere Energia Primaria e, scartando i veli dell’ipnosi, possiamo continuare a giocare non come poveri esseri umani che devono ascendere all’infinito ma piuttosto come Dio mascherato da essere umano, che ha scelto di calarsi sul palcoscenico del pianeta terra.
lunedì 16 marzo 2026
Il Ch'an descritto da un adepto...
Il Ch'an è una forma di Buddismo che ha avuto origine in Cina. Esso fu trasmesso poi in Giappone dove divenne noto come Zen, il nome più familiare in Occidente. La mèta ultima del Ch'an è la realizzazione della propria vera intima natura e il modo di esprimere questa realizzazione nelle nostre interazioni con gli altri. La mèta non è altro che il conseguimento del nostro pieno potenziale come Buddha -l'incarnazione della saggezza e della compassione. Il percorso della pratica di meditazione Ch'an, produce anche un vantaggio fisico, psicologico e spirituale per le persone.
In Dharma Drum, il Maestro Ch'an Sheng-yen, scrive: "Potete aver sentito dire che il Buddismo Ch'an somiglia ad una religione, ma in realtà esso non somiglia ad una religione. Il Buddismo Ch'an è davvero una religione. La religione richiede la fede, e anche la pratica del Ch'an non può essere portata a termine senza la fede. Bisogna comprendere, tuttavia, che la fede di cui parliamo nella tradizione Ch'an è diversa dalla fede come è concepita nelle altre religioni, che enfatizzano la credenza in esseri sovrannaturali o Dèi distinti da sé-stessi. Il Ch'an sottolinea l'importanza di avere fede nel Dharma, cioè negli insegnamenti del Buddha. Questi insegnamenti ci dicono che ognuno ha la Natura di Buddha e che ognuno può raggiungere lo stato di Buddha (o Buddhità). Ogni essere umano che abbia veramente fede negli insegnamenti del Buddha e segue i principi e metodi di pratica può divenire un Buddha.
"Quando noi discutiamo lo sviluppo del Ch'an in Cina, troviamo difficoltà nel disgiungere gli specifici concetti che plasmano il Ch'an da quelli del Buddismo in generale. Il fatto è che è impossibile realizzare il più alto conseguimento del Buddismo senza l'esperienza di una pratica equivalente a quello che si trova nella tradizione del Ch'an. Il Buddismo enfatizza la coltivazione e realizzazione della saggezza, che risolve le lotte interiori e la sofferenza. Ma come possiamo coltivare la saggezza? Dobbiamo fare affidamento sulla guida di metodi Buddisti simili a quelli che si trovano nella pratica del Ch'an.
"Il Buddismo fu portato in Cina all’incirca mille anni dopo che Sakyamuni Buddha raggiunse l’Illuminazione e offrì il Dharma al mondo. Durante il primo periodo del Buddismo, la pratica di dhyana fu esposta come il principale metodo di pratica. La coltivazione di Dhyana calma sistematicamente la mente che, a sua volta, fa catalizzare una comprensione di se-stessi, che genera la saggezza. L'introduzione di questo metodo come apertura al sentiero della saggezza fu molto importante per la trasmissione del Buddismo in Cina. Ci sono molte storie nella tradizione del Ch'an, su discepoli che fanno ai maestri la classica domanda, 'Cosa portò Bodhidharma dall’India in Cina?' Le risposte che i maestri danno possono sembrare diverse, ma l’essenza è perfettamente simile: ‘Bodhidharma non portò nulla in Cina, se non se-stesso’. Egli venne in Cina a dire alle persone che tutti hanno la Natura di Buddha e che ognuno può ottenere lo Stato di Buddha”
"Il sesto Patriarca, Hui-neng (638-713), probabilmente contribuì molto di più allo sviluppo del Ch'an. I Suoi insegnamenti possono essere compendiati nella frase: 'Non si dimori nella mente, nessun pensiero, nessuna forma'. Dovete sperimentare lo stato di mente a cui questa frase si riferisce, realizzare la Natura di Buddha in voi, e comprendere pure che anche se noi parliamo di Buddha-natura, possiamo riferirci a nessuna forma concreta che gli dia forma. La Buddha-natura è l'essenza del vuoto di “sunyata". Il Ch'an include quattro concetti chiave: fede, comprensione, pratica, e realizza-zione. La fede appartiene al reame della religione; la comprensione è filosofica; la pratica è credenza messa in atto; e la realizzazione è illuminazione. Senza la fede, noi non possiamo comprendere; senza capire, noi non possiamo praticare; e senza pratica, noi non possiamo realizzare l’illuminazione. Insieme, questi quattro concetti creano la via d'accesso in cui noi entriamo per raggiungere la saggezza."
“La pratica del Ch'an implica la meditazione, che può essere un processo non proprio comodo e fisicamente doloroso. Forse è per questo che gli antichi Maestri di Ch'an non incoraggiavano la meditazione seduta. Anche i vecchi manoscritti e documenti descrivono che il sesto Patriarca non dava la minima importanza al sedere in meditazione sia prima che dopo la sua Illuminazione."
"Prima del sesto Patriarca, il terzo, il quarto ed il quinto dei Patriarchi, tutti enfatizzarono la pratica di meditazione.... Noi possiamo dire che l’illuminazione non avviene grazie alla meditazione, tuttavia, meditare è un passo necessario verso la liberazione. E l’insegnamento Ch'an dovrebbe funzionare meglio insieme alla pratica medita-tiva. Con la guida di un buon insegnante, la dura pratica, e gli insegnamenti del Ch'an, l’illuminazione non tarderà. "Noi possiamo calmare la mente solo usando un metodo di meditazione. Una volta che la mente è calma, possiamo ridurre i soggettivi e abituali modelli di nozioni auto-stabilite che provocano così tanta irritazione. Quando noi realizziamo un tranquillo e unificato stato di consapevolezza, è possibile vedere cosa davvero sia il ‘sé’-“.
"Vi sono essenzialmente due maggiori scuole di meditazione Ch'an: Lin-chi (Giap. Rinzai) che usa i metodi del kung-an o hua-t'ou, e Ts'ao-tung (Giap. Soto) che usa il metodo della illuminazione silenziosa. Usando i metodi di entrambe le scuole si può arrivare meglio all’illuminazione, e indifferentemente a quale si adotta, prima bisogna essere capaci di rilassare corpo e mente, e poi portarsi allo stato di mente concentrato ed unificato. Solamente a questo punto si possono usare i metodi di kung-an o hua-t'ou, e di illuminazione silenziosa.
"Voi non potrete completare il processo di meditazione solo leggendo qualche sostenuta frase in un libro. La medltazione implica molta, molta pratica".
Master Sheng -Yen - Traduzione di Aliberth
domenica 15 marzo 2026
Il grande flusso...
"La vita è un continuo fluire... e non c'è bisogno di crederlo, semplicemente succede...!" (Saul Arpino)
venerdì 13 marzo 2026
L’inganno più distruttivo di tutti i tempi: la moneta-debito...
Guardiagrele (Ch) – Scrisse Giacinto Auriti: "Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito.
lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si
mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore
non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità
stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni
unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è
una convenzione.
La moneta è una semplice convenzione. Quindi …..
Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava
senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la
banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto
della proprietà il debito. Non si può comprendere come sia stata
possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca
d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla
definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di
questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d’Assisi
quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi
ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole
di Satana che stanno nel Vangelo.
Se Cristo avesse ascoltato Satana…
Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel
deserto, Satana Gli dice: “Tramuta le pietre in pane”. Per lo più
queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come
tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato
motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile
perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane
dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la
giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci
dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando,
rispondendo a Satana, afferma (Mt. 4,4): “Sta scritto, non di solo
pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Ciò
che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai
considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il
significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma
dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca
di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata
l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di
Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben
dire a Cristo: “Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho
dato il consiglio di trasformare le pietre in pane.” Quindi Cristo
sarebbe stato trasformato da “padrone” a “debitore” del Suo pane.
Da debitori a creditori: alchimia satanica della moneta nominale oggi
A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione
della moneta nominale. Quando la banca centrale emette moneta
prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola,
ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto,
esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato
l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della
pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la
banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di
tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della
tentazione di Satana (Ndr.: elemento che sta alla base di tutte le
crisi economico-finanziarie dal 1694 ad oggi. Crisi pilotate ed
indotte dal sistema bancario e dai suoi complici che ruotano intorno
all’orbita della politica e vengono foraggiati dallo stesso sistema
bancario: ciò indurrà il poeta statunitense Ezra Loomis Pound a
definire i politici “camerieri dei banchieri).
Since 1694
Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle
banche centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da
proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio
denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto
dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’Umanità è così
precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia.
Peggio delle bestie
La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran
tempo ormai che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette (cioè la Banca Centrale – Ndr). Con la moneta debito l’Umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del “suicidio da insolvenza” come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: “I vivi invidieranno i morti”.
La Terza Tentazione nel deserto e gli adoratori di Satana
Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le
si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente
significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Mt. 4, 8-9):
“… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori”.
Una curiosa e distruttiva “coicidenza”
Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di
Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano
fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica. La
circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione
dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle
banche centrali come promotrici della moneta-debito parla da sè. Non a
caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con
cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la
Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la Banca
d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il
simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta.
Subordinazione del potere religioso a quello politico
Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello
politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione
protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano
Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente
subordinata alla sovranità religiosa (Ndr – da notare anche la curiosa
coincidenza: il ruolo giocato dalla casa reale inglese, posta ai
veritci della “piramide massonica” internazionale – Vedi Duca di Kent
– vedi qui foto – L’origine ebraica del protestantesimo in Bernard
Lazare). Non a caso quando il protestantesimo entra in Europa
continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV.
Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si
disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i
banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo (vedi
qui L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha
Costi di Produzione) e che gli stessi re avrebbero potuto emettere
gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi. Non a caso in
Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e
“protestanti”.
La differenza tra Sacro Romano Impero e Commonwealth britannico
Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e
Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario
delle moneta, qui è debitore. Non a caso, dopo aver tolto Dio
dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la
Banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione
di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è
Commonwealth. Tutto il mondo è “colonia monetaria”. (Ndr.: Satana ha
conquistato e soggiogato il mondo con il suo sterco, diffuso dai suoi
seguaci).
Satana mantiene le promesse fatte a fin di male
Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le
promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede
ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo. Su queste
premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta
Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è
padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo
possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza
perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così
anche questa tentazione".
eurobanconote si riferisse solo al disegno dell’immagine.
Tuttavia, esso non compariva nelle vecchie banconote di stato, che
erano invece qualificate per iscritto “proprietà del popolo italiano”;
oppure “della repubblica” (che significa cosa pubblica, ovvero
proprietà comune, ovvero proprietà originale del popolo, all’atto di
emissione), e “pagabili a vista al portatore”, che ne qualificava la
proprietà del portatore di turno dopo la prima consegna successiva
alla emissione, oppure ancora “proprietà del Tesoro”; quale ufficio
della repubblica, quindi daccapo come prima.
Come mai ?
L’eurosistema è prudente: sa di agire allo stesso modo dei falsari,
come ha evidenziato il Nobel Maurice Allais, aggiungendo “cambia solo
il soggetto che ne trae beneficio”.
Infatti: invece della piccola “banda del buco” si tratta dell’
eurosistema bancario.
2) Frattanto, sono in circolazione una miriade di banconote da 20 euro
palesemente false, quali irregolari per insanabile contraddizione
interna. Si tratta della emissione di 20 euro datata 2002 e …
firmata “Mario Draghi”. Cosa c’è che non va ? Il fatto che nel 2002
Draghi Manolesta non era governatore della Bce, bensì semplicemente
direttore del Tesoro (un ministero di stato italiano, dunque) a Roma.
Insomma, noi siamo ormai abituati ad accettare e usare moneta e debito
privati (Bce, Bankitalia, che sono Spa), oppure anche “pubblici”, però
emessi a debito da chi dovrebbe emetterli in proprio come moneta
pubblica senza debito: il Ministero del Tesoro, appunto, che come
ufficio della Repubblica (”res publica”, ovvero “cosa pubblica”, cioé
di tutta la nazione, del popolo) dovrebbe emettere moneta pubblica
senza debito alcuno.
Come giustamente osservava Giacinto Auriti, la Banca d’Italia dovrebbe
svolgere pubblico ufficio di zecca dello stato, che stampa moneta
pubblica consegnandola al Tesoro senza contropartita.
3) c’è un risvolto storico tragicomico, in tutta questa faccenda. Come
è noto, la Repubblica ereditò dalla precedente monarchia una Banca
d’Italia sostanzialmente statalizzata, poiché, pur trattandosi di una
Spa, le sue quote erano state tutte acquisite dalle aziende di stato,
divenute poi il complesso Iri.
I barbarorepubblichini sono riusciti a privatizzare tutto, vendendo
ambo: Banca e Iri.
Semplicemente pazzesco: i beni pubblici, ovvero di tutti noi, sono
stati alienati (l’attuale Bankitalia è privatizzata al 95%, salvo
misero 5% di quota Inps-Inail), e dopo aver svenduto i beni comuni è
stato inventato il falso debito da signoraggio integrale (al 100% +
interesse, nemmeno i signori del feudalesimo medievale osavano tanto
!) scaricato sui cittadini. In termini marxisti, un furto di
plusvalore persino superiore al valore prodotto dal lavoro
rappresentato nominalmente dalla emissione.
Una vera catastrofe.
Alla faccia della Costituzione che “tutela il risparmio” (proprio così)…
Potentati finanziari ed economici, signoraggio bancario, debito pubblico, tasse...: https://www.controluce.it/potentati-finanziari-ed-economici-signoraggio-bancario-debito-pubblico-tasse/
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