giovedì 24 dicembre 2020

Urban bioregional survival: "Let's start with the garden"



"Then one morning you wake up, and you discover that the answers have always been there, on your grandfather's old rusty hoe. There is hope for this strange creature that is man. There is hope ..." (Stefano Andreoli)


On 23 December this year I received a visit from two university students who are doing a survey on urban gardens in Treia and since I am lucky enough to have one available, a very small piece of land within the walls that belongs to my partner Caterina, I showed them - as an example - our small bioregional vegetable garden. Soon I will have available the short video shot during the visit and so you can hear the speech we made.


The main message is to achieve at least partial food self-sufficiency. No problem for the lucky ones who have a piece of land in the countryside, they can create vegetable gardens at will. But even if you live in the city, where there are no urban gardens, if you have a terrace or a large balcony, there is the possibility of overcoming this handicap. First of all, spaces facing South-South-West must be chosen, where the Sun guarantees several hours of light. Then the weight that the balcony or terrace structure must bear must be calculated, so the boxes with the earth must be positioned close to or above the load-bearing walls of the building. The compartments of the hanging garden must be arranged in such a way as to facilitate movement both for sowing, harvesting and watering the seedlings.


No specific skills in botany or horticulture are needed, you just need a lot of good will and the finding of natural seeds, perhaps by asking some farmer friend. There are also several seed-sharing groups that you can find on the internet.


It is recommended as a first experience to prefer vegetables that do not need special attention, therefore: cut salads and chicory, onions and garlic, beets and broccolaceous, courgettes and pumpkins, aromatic herbs, hot peppers, Jerusalem artichokes and yellow tomatoes ... following a seasonal rotation in order to have products throughout the year.


To give a naturalistic sense to this discourse, I add that it is absolutely necessary to integrate one's diet with some self-produced vegetables, this for an alchemical reason, but if this were impossible then and - in any case - I recommend going for a walk in the countryside looking for bioregional herbs and in this regard, I recommend reading the following article: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2018/03/anche-le-piante-sono-dotate-di.html


Paolo D'Arpini








Testo Italiano:

"Poi una mattina ci si sveglia, e si scopre che le risposte sono sempre state lì, sulla vecchia zappa arrugginita del nonno. C'è speranza per questa strana creatura che è l’uomo. C’è speranza…" (Stefano Andreoli)  

Il 23 dicembre di quest'anno  ho ricevuto la visita di due studentesse universitarie che stanno facendo un'indagine sugli orti urbani a Treia e siccome ho la fortuna di averne uno a disposizione, un piccolissimo terreno entro le mura  che appartiene alla mia compagna Caterina, ho mostrato loro -a mo' di esempio-  il nostro piccolo orto bioregionale. Prossimamente avrò a disposizione il breve video girato durante la visita e così potrete sentire il discorso che abbiamo fatto.

Il messaggio portante è quello di raggiungere  almeno una parziale autosufficienza alimentare. Nessun problema per i fortunati che dispongono di  un pezzo di terra in campagna, li si possono realizzare orti a volontà.  Ma anche se si vive in città, ove non esistono orti urbani,   se si dispone di un terrazzo o di un grande balcone, c'è la possibilità di superare questo handicap. Per prima cosa vanno scelti spazi rivolti a Sud-sud-ovest, dove il Sole garantisce diverse ore di luce. Poi va calcolato il peso che la struttura del balcone o del terrazzo deve sopportare, quindi le cassette con la terra vanno posizionate a ridosso o sopra i muri portanti dell'edificio. Gli scomparti dell'orto pensile vanno sistemati in modo da facilitare i movimenti sia per la semina, la raccolta e l'innaffiatura delle piantine. 

Non sono necessarie competenze specifiche di botanica o di orticoltura, serve solo tanta buona volontà  ed il reperimento di sementi naturali, magari chiedendole a qualche amico contadino. Esistono anche diversi gruppi di seed-sharing che potete trovare su internet.

Si consiglia come prima esperienza di prediligere ortaggi che non hanno bisogno di particolari attenzioni, quindi: insalate da taglio e cicorie, cipolle ed aglio,  bietole e broccolacei, zucchine e zucche,  erbe aromatiche, peperoncini piccanti, topinambur e pomidorini gialli... seguendo una rotazione stagionale in modo da avere prodotti durante tutto l'arco dell'anno.

Per dare un senso naturalistico a  questo discorso aggiungo che è assolutamente necessario integrare la propria alimentazione con alcuni vegetali autoprodotti, questo per una ragione alchemica, ma se ciò fosse impossibile allora e -comunque- consiglio di andare a passeggiare in campagna a cercar erbe bioregionali  ed a questo proposito consiglio la lettura del seguente articolo: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2018/03/anche-le-piante-sono-dotate-di.html

Paolo D'Arpini 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.