lunedì 29 aprile 2019

What is in us is also in the other - Quel che è in noi è anche nell'altro


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In the psychological analysis of the subjects treated, it is necessary to bear in mind that the understanding of the psychic states examined in the "observed" individual requires a good dose of mingling and empathy, or rather the psychologist must also be a little "intriguing and speculative ".

Intriguing derives from intrigue (machination, plot, understanding, etc.) this word expresses a lot of double meanings, sometimes it is used in a positive sense, as an intriguing thing is interesting, varied, fun, attractive ... or in the negative sense which means confused, cunning, with hidden implications, etc.

The term "speculation" expresses another typical aspect of analysis, beyond that of mirroring ... also investigation, research, reflection, pretext ...

Empathy and compassion are necessary for the understanding of the games of the mind, the sharing and the recognition of sharing all the examined aspects, this is the only way - according to me - to be able to find solutions to the imbalances and dysfunctions of the psyche.

Therefore the psychotherapist should also perform a priestly, shamanic function ... and this is not a heretical attitude ... indeed this attitude allows us to bring healing elements ... Inversely, where there is an assumption of health in the observer and recognition of insanity in the observed, a sort of instrumentalization of the "disease" and of falsified medical-therapeutic use takes over ...

All human beings are equal, nobody has the right to consider himself a human being superior to another. Whoever plays an institutional role is always a person, like any other.

What is in us is also in the other, otherwise we could not recognize it. Even those who judge can be judged and those who represent a whole category should first respect the principles they stand for. We can be pedantic technical and passive psychiatrists and continue to complain that knowing the mind is an aspect of physiology or being active elements, builders of a holistic system, aware that body, mind and spirit are an inseparable whole!

These reflections are an addition to the discourse on how to overcome "innate tendencies" without falling victim to new "corrective tendencies" .... (in which case the karma is repeated, even if modified).

Paolo D'Arpini




Testo italiano 

Quel che è in noi è anche nell'altro

Nell’analisi psicologica dei soggetti trattati, secondo me, occorre tener presente che la comprensione degli stati psichici esaminati nell’individuo “osservato” necessitano di una buona dose di commistione ed empatia, ovvero lo psicologo deve essere anche un po’ “intrigante e speculativo”.

Intrigante deriva da intrigo (macchinazione, trama, intesa, etc.) questa parola esprime un sacco di doppi sensi, a volte viene usata nell’accezione positiva, in quanto una cosa intrigante è interessante, varia, divertente, attraente… oppure nel senso negativo il che significa confusa, cunning, con risvolti celati, etc.

Il termine "speculazione" esprime un altro aspetto tipico dell’analisi, oltre quello dello specchiarsi… anche indagine, ricerca, riflessione, pretesto…

L’empatia e la compassione sono necessari per la comprensione dei giochi della mente, la compartecipazione ed il riconoscimento di condividere tutti gli aspetti esaminati, questo è il solo modo -secondo me- per poter trovare soluzioni agli squilibri ed alle disfunzioni della psiche.

Perciò lo psicoterapeuta dovrebbe svolgere anche una funzione sacerdotale, sciamanica… e questo non è un atteggiamento eretico… anzi proprio questo atteggiamento consente di apportare elementi di guarigione… All’inverso dove c’è assunzione di sanità nell’osservatore e riconoscimento di insanità nell’osservato, subentra una sorta di strumentalizzazione della “malattia” e di uso medico-terapeutico falsato…

Tutti gli essere umani sono uguali, nessuno ha il diritto di considerarsi un essere umano superiore ad un altro. Chi riveste un ruolo istituzionale è sempre una persona, alla pari di ogni altra.

Quel che è in noi è anche nell'altro, altrimenti non potremmo riconoscerlo. Anche chi giudica può essere giudicato e chi riveste ruoli di rappresentanza di una intera categoria dovrebbe rispettare per primo i principi di cui si fa garante. Possiamo essere pedanti psichiatri tecnicisti e passivi e continuare a lamentarci che la conoscenza della mente è un aspetto della fisiologia oppure essere elementi attivi, costruttori di un sistema olistico, consapevoli che corpo, mente e spirito sono un tutt'uno inseparabile!

Queste riflessioni sono una integrazione al discorso sul come superare le "tendenze innate" senza cadere vittime di nuove "tendenze correttive".... (nel qual caso il karma si ripete, sia pur modificato).

Paolo D'Arpini


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