lunedì 31 agosto 2020

The true Guru and the play of Consciousness - Il vero Guru ed il gioco della Coscienza

Riciclaggio della memoria: "Il Gioco della Coscienza" di Swami Muktananda -  Recensione
“The  inner  Self is the true Guru”.  Contrariwise separating himself and seeng the Guru as “other” is the entertainment of the ego. 
The mere intellectual understanding of this process separative, which is illusory, however, is not sufficient. As long as the ego is not obliterated is not appropriate to deal with the Guru like any other. Please note, we are talking of the external Guru, as this attitude would tend not to respect or disregard his teachings. 

Then you need to know that the Guru is the true Self while outwardly you relate to him as if he were the Supreme Teacher, with respect and devotion. This attitude is then reflected towards your Self, your inner Guru, and then you “surrender” to his Grace. Knowing that no personal effort can obliterate the sense of separativeness but this can only be removed by the Grace of the Guru (who is the Self). 

For this it is said to behave equally and with detachment with all beings in the world with the exception of the Guru, which is the inner “awakener” of the self.

The moment that the Guru make one realize the Self all distinction disappears .. remains, however, in modes of expression, a constant form of devotion and respect for the Guru, who at that point is actually experienced as one’s Self, inwardly. 

But outwardly still the game of “diversity” continues to unfold.

Paolo D’Arpini

Liberarsi dai meccanismi mentali - Cultura - SPIRITUAL


Testo Italiano:


"Il Sé interiore è il vero Guru". Al contrario, considerararsi separati e vedere il Guru come "altro" è l'intrattenimento dell'ego. La mera comprensione intellettuale di questo processo separativo, che è illusorio, tuttavia, non è sufficiente. 

Finché l'ego non viene cancellato non è appropriato trattare il Guru come chiunque altro,  qui  stiamo parlando del Guru esterno, poiché questo atteggiamento porterebbe a non rispettare o ignorare i suoi insegnamenti.
Allora  occorre sapere che il Guru è il vero Sé mentre esteriormente ti relazioni con lui come se fosse il Maestro Supremo, con rispetto e devozione. Questo atteggiamento si riflette poi verso il tuo Sé, il tuo Guru interiore, e poi ti “arrendi” alla sua Grazia. Sapendo che nessuno sforzo personale può cancellare il senso di separatività che  può essere rimosso solo dalla Grazia del Guru (che è il Sé).
Per questo si  consiglia  che  ci si comporti allo stesso modo e con distacco con tutti gli esseri del mondo ad eccezione del Guru, che è il “risvegliatore” interiore del sé.
Nel momento in cui il Guru fa realizzare il Sé, tutta la distinzione scompare... rimane, tuttavia, nei modi di espressione, una forma costante di devozione e rispetto  verso il Guru, che a quel punto è effettivamente sperimentato come il proprio Sé, interiormente. 
Ma esteriormente il gioco della "diversità" continua a svolgersi. 
Paolo D'Arpini

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