sabato 3 ottobre 2026

I "sedicenti ebrei" torneranno in Khazaria...?

 


Gli studi di diversi ricercatori dimostrano che gli "ebrei" provenienti dall'Europa centrale, ovvero dal territorio che fu l'impero Khazaro (situato tra il Caucaso, l'attuale Ucraina e parte della russia meridionale)  rappresentano la comunità più grande degli immigrati israeliani, ma soffrono di razzismo e non hanno fiducia in un futuro luminoso. La migrazione inversa degli ebrei di lingua russa nella loro nuova patria acquisita in Palestina  interpreta seriamente la  strategia di assorbimento  israeliano. Molti affermano che la sola azione positiva di questa immigrazione è quella di ricevere la cittadinanza israeliana. Ma ora, dovuto all'eterno conflitto tra Israele ed i suoi vicini arabi e persiani, molti di questi "ebrei" sionisti stanno cercando vie di fuga tornando alla loro patria d'origine, ovvero l'area attualmente denominata Ucraina, da cui la diaspora iniziò.  

Saranno questi nuovi olim ad ascendere dalla pseudo diaspora ad un secondo stato di Israele in Europa, ripristinando  la Khazaria, come nuova terra promessa...? Questo è il dubbio di molti analisti che intravedono nel conflitto contro la  Russia,  fino all'ultimo ucraino,  un modo di eliminare al massimo la presenza slava per sostituirla con quella di "ritorno" dei "conversi" khazari.  Così da formare una seconda Israele nel cuore dell'Europa.

 Per comprendere meglio il significato di quanto qui espresso invito alla lettura di alcuni miei precedenti articoli:

https://paolodarpini.blogspot.com/2014/10/sionismo-ebraismo-olocausto-e-karma.html

http://paolodarpini.blogspot.it/2013/03/popolo-ebraico-non-esiste-lo-afferma.html

https://paolodarpini.blogspot.com/search?q=gli-ebrei-orientali-ashkenaziti-non


Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica


Sintesi degli argomenti trattati:

 La Khazaria è stato un importante e potente khanato (impero nomade) fiorito tra il VII e il X secolo d.C. nell'Eurasia meridionale, compresa tra il Mar Nero, il Mar Caspio, il Caucaso e il fiume Volga.

I Cazari erano una confederazione di tribù seminomadi di origine turcomanna proveniente dall'Asia centrale.
 Il loro impero copriva vaste aree dell'odierna Russia meridionale, dell'Ucraina, del Caucaso e del Kazakistan.
La capitale fu prima Balanjar, poi Samandar e infine Itil (situata sul delta del Volga).

La Conversione al Giudaismo, attraverso il così detto "ghiur",  avvenne  tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, il re (khagan/bek) Bulan e l'aristocrazia khazara si convertirono all'ebraismo rabbinico -trasgredendo però la norma giudaica per cui  si è ebrei solo per via genetica, nascendo cioè da donne ebree-, successivamente  altri strati della popolazione khazara seguirono l'esempio dei loro capi, formando così la componente ashkenazita.

Dalla metà del X secolo l'impero subì gravi incursioni da parte dei Variaghi e della Rus' di Kiev. Nel 965-969 il principe Sviatoslav I di Kiev conquistò la capitale Itil e la fortezza di Sarkel, distruggendo il potere politico dei Cazari, che vennero in seguito assorbiti dalle popolazioni locali.
 
Paolo D'Arpini sostiene che il sionismo politico, sorto nella componente ashkenazita,  sia una deviazione rispetto all'ebraismo tradizionale e riprende la teoria secondo cui gli ebrei ashkenaziti discendano dai Khazari convertiti anziché dagli antichi ebrei biblici. Tant'è vero che le componenti tradizionali ebraiche condannano il sionismo e l'occupazione della Palestina per crearvi uno stato definito "ebraico".


Nei suoi scritti (pubblicati su vari blog di controinformazione e spiritualità come LaVeja e Controluce), l'autore afferma che il sionismo non rappresenterebbe la vera essenza genetica  ebraica, ma una costruzione politica di convenienza.

D'Arpini utilizza la teoria dell'origine cazara — l'antico regno dei Khazari, una popolazione di ceppo turco che nel Medioevo si convertì in parte al giudaismo — per sostenere che gli ebrei europei non avrebbero un legame genetico diretto con la terra d'Israele.

Storicamente, il movimento sionista è nato nell'Europa centrale e orientale alla fine del XIX secolo (con figure chiave come Theodor Herzl).

Sionisti sedicenti ebrei



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