Per anni restai in una sorta di incertezza "psicosomatica", da una parte sentivo il richiamo del sangue e dall'altra non potevo fare a meno di riconoscere tutti gli errori commessi da Israele e dal sionismo. Finché non si viene a conoscenza di certi retroscena di politica economica e di geopolitica si rimane preda dell’opinione generale indotta dai media prezzolati e partigiani…
Il discorso è molto lungo ma buona parte di questo percorso è possibile individuarlo in tanti articoli pubblicati sul tema che sono apparsi sul Giornaletto di Saul dal suo inizio.
Per me è stato un lento scavare, una lenta presa di coscienza. Ci vuole molta discriminazione e senso di giustizia. Ovvio, quindi, che io personalmente non sono contrario agli ebrei, come non sono contrario all’esistenza di cristiani e di maomettani e buddisti, etc. Sono solo contrario agli estremismi ed alle oppressioni dell’uomo sull’uomo. Un vizietto che hanno avuto ed hanno quasi tutte le religioni e ideologie.
Particolarmente pericolosi in questo periodo storico sono i sionisti, perché hanno ottenuto un potere a lungo cercato e stanno vivendo una sorta di vendetta nei confronti dell'umanità.
Ma qui occorre sapere che la maggioranza dei sionisti non sono “specificatamente” ebrei.. o perlomeno appartengono alla famiglia ashkenazita, di origine kazara, quelli che si sono convertiti en masse nell’anno mille, quando erano stretti fra musulmani e cristiani e vollero trovare un modo di mantenere la loro identità e differenza… Dal punto di vista genetico non sono quindi “ebrei” anche se ormai sono diventati la maggioranza della comunità ebraica e sono i fondatori di Israele.
Gli ebrei “semiti” sono al massimo un 5 o 10% del totale… Ma questi ebrei originari (a volte si dice pure “ortodossi”) sono perseguitati in Israele, od anche in altre nazioni, e si lamentano delle conseguenze del sionismo che fa ricadere su di loro le colpe dell’odio popolare scatenato dagli israeliani e dai banchieri americani (sionisti) per le loro malefatte e prevaricazioni.
Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
….iniziamo con il cercare di capire come e quando è nato questo sionismo.
Solitamente si ritiene che esso sia originato da un filone di pensiero, sorto all’interno della comunità ebraica, verso i primi anni del secolo scorso (od alla fine del precedente) ed abbia trovato una sua prima attuazione concreta nella fondazione di Israele. Questo fatto è stato comunque accompagnato da una forte crescita dell’influenza di un certo “ceto” ebraico nel campo economico e della finanza mondiale. Il nido in cui tale influenza ha potuto svilupparsi si trova negli USA, il cuore dell’America, ed in parte anche in Inghilterra. Fu proprio in seguito a questa forte influenza che l’Inghilterra acconsentì alla cessione della Palestina, al termine del secondo conflitto mondiale, affinché gli ebrei (vittime di persecuzioni e sterminio) potessero fondare (o rifondare) una loro patria. La famosa “terra promessa”… Ed il ritorno in quella casa ideale avvenne con una celere penetrazione e occupazione del territorio palestinese, considerato “proprio”.
Ma attenzione la diaspora ebraica in realtà non fu causata specificatamente dalla distruzione di Gerusalemme. Questo fatto militare contribuì soltanto ad incrementare un processo che era già avvenuto ed era in corso da secoli. La diaspora, od il nomadismo, degli ebrei era una componente della loro cultura, L’origine semitica pastorale di questa tribù patriarcale e la tendenza a vagare cercando nuovi pascoli era ben radicata nel dna ebraico. Il popolo ebraico, suddiviso in varie famiglie, era già sparso in tutto il mondo conosciuto allorché alcune sue bande presero ad insediarsi in Palestina, contrastando e sottomettendo gli agricoltori autoctoni, quelli che avevano costruito le prime città dell’antichità (ricordate la storia di Gerico?).
Questa spinta espansionistica e la considerazione di avere un diritto, garantito dal loro dio, di appropriarsi dei beni altrui, ed inoltre la “distinzione” settaria che rendeva gli ebrei diversi da ogni altro popolo fece sì che nella loro cultura si affermasse la convinzione, un credo, che poneva il popolo eletto ad di sopra di ogni altro essere umano. Non me lo sto inventando, basterà leggere la bibbia e la torah per rendersene conto. Ma questo ora non c’entra con il mio discorso.. ritorniamo al tema principale.
Ma cosa e chi intendo per “ebrei veri”? Non intendo riferirmi semplicisticamente a quegli ortodossi, con barboni e palandrane nere, che folkloristicamente si lamentano al muro del pianto, mi riferisco in generale a tutta la “gens” di origine ebraica, sia quella antecedente che quella successiva alla “diaspora” (del ‘70 d.C.). Sono i discendenti degli ebrei sparpagliati in tutto il mondo conosciuto dell’antichità, dalla Persia alla Grecia, dall’Egitto all’Italia, etc. ma tutti questi ebrei, meglio: i loro discendenti, sono oggi una minoranza ristretta della comunità internazionale giudea.
In verità questi ebrei “originali” sono oggi fra i più accaniti oppositori del sionismo. Ed il motivo è semplice: il sionismo nasce da elementi non ebraici.
Questi “conversi”, un intero popolo, i khazari (o cazari), formarono la componente ebraica dell’Europa orientale. Il sionismo comincia da loro, anche se non era ancora chiaro come modello. Infatti si sa che gli ultimi saranno i primi e che i nuovi aderenti ad un credo divengono spesso i più fanatici, anche perché sanno di non averne realmente diritto e quindi se lo conquistano con un reiterato zelotismo ed odio sia nei confronti degli opponenti originari, i cristiani ed i musulmani, sia contro i loro “fratelli maggiori” gli ebrei originari. Sono i successori di questi sedicenti ebrei (cosa contraria alla legge giudaica), che oggi compongono la schiera dei banchieri e finanzieri che dirigono la politica e l’economia e che hanno creato il fulcro sionista in Israele e che sono diventati la “maggioranza” del popolo eletto….
Tanto per fare chiarezza…
Paolo D’Arpini, 25 dicembre 2013
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Articolo collegato: http://paolodarpini.blogspot.

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