Mi scrive un amico: “Mi perdoni se La disturbo. Deduco, visto che è legato al Circolo Vegetariano, che Lei stesso sia vegetariano, giusto? Per un motivo etico, salutistico o entrambe le cose? E poi da ciò che scrive, dal punto di vista spirituale, sembra che Lei si sia formato con l'Advaita Vedanta o con lo Zen e quindi con la Spiritualità Laica, giusto? RingraziandoLa, La saluto cordialmente.”
Mia rispostina: “Gentile amico, diamoci del tu per semplificare, mi definisco "vegetariano" perché non c'è un altro termine adatto per qualificare chi segue una dieta "naturale", sia dal punto di vista genetico che ecologico ma anche psichico (al proposito ti consiglio la lettura di questo articolo: https://
La mia storia personale (destino) ha voluto che il mio "risveglio" spirituale avvenisse attraverso il contatto con il maestro Baba Muktananda, incontrato senza alcuna apparente volontà da parte mia nel 1973 e dal quale ricevetti la spontanea iniziazione "shaktipat" (anche definita "risveglio dell'Energia Kundalini"). Continuai da allora a mantenere una “semplicità” di vita, con fasi più o meno intense in accordo con gli eventi.
Contemporaneamente, col trascorrere del tempo, seguendo le mie propensioni intellettuali ed elettive, mi dedicai allo studio del vedanta, dello zen, del taoismo, etc. tutte vie non dualistiche, ed incontrai diversi realizzati dai quali ricevetti insegnamenti sottili, mai formali. La mia storia "spirituale" è stata da me raccontata nel libro "Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel sé" (Edizioni OM), che è una sorta di diario, una raccolta di aneddoti sugli incontri con personaggi particolari, direi "straordinari", conosciuti lungo il cammino.
Contemporaneamente, col trascorrere del tempo, seguendo le mie propensioni intellettuali ed elettive, mi dedicai allo studio del vedanta, dello zen, del taoismo, etc. tutte vie non dualistiche, ed incontrai diversi realizzati dai quali ricevetti insegnamenti sottili, mai formali. La mia storia "spirituale" è stata da me raccontata nel libro "Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel sé" (Edizioni OM), che è una sorta di diario, una raccolta di aneddoti sugli incontri con personaggi particolari, direi "straordinari", conosciuti lungo il cammino.
Ritengo quindi che l'approccio "laico", ovvero non confessionale o fideistico, ma basato su esperienze dirette, sia il più indicato. Lo affermo senza pretenziosità in seguito alla mia esperienza diretta di vita vissuta e per questa ragione "trasmetto" ciò che io stesso ho sperimentato, essendo comunque consapevole che altre esperienze, in forme diverse, possano condurre a risultati affini. Per questo tendo, nei limiti del possibile, a mantenere un approccio alquanto sincretico, fondamentalmente restando in un filone laico e non dualistico (anche in senso alimentare).
Comunque, per rispondere più estensivamente alla tua domanda riguardo al mio approccio alimentare e spirituale potrà esserti utile la lettura di articoli pubblicati nei blog: http:// riciclaggiodellamemoria. blogspot.it/ - https://bioregionalismo- treia.blogspot.com/ - https://bioregionalismo. blogspot.com/ - ed anche altri che potrai trovare cliccando il mio nome sui motori di ricerca...
Inoltre, se dal punto di vista informativo, vuoi continuare a leggere notizie e comunicazioni, di vario genere, a me collegate, puoi seguire il nostro Giornaletto di Saul che viene pubblicato quotidianamente qui: http://saul-arpino.blogspot. it/
Un caro saluto, Paolo D'Arpini
Post Scriptum:
Il percorso di realizzazione è un passatempo che la mente richiede. Noi siamo già quello che vorremmo essere. Però è vero che restare sintonizzati all'interno aiuta, come pure aiuta la lettura di testi spirituali. Purtroppo a volte succede che la comprensione intellettuale possa ingannarci, lasciandoci credere di aver “compreso”. Quindi cosa posso consigliare? Forse la cosa migliore è meditare e seguire il proprio intuito che infallibilmente ci guida verso il risveglio. “Quando i fiori sbocciano le api giungono senza essere invitate” diceva il santo Neem Karoli Baba”
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