Viviamo in un
periodo difficile, messi a dura prova dalle crisi di qualsiasi
livello nella nostra esistenza personale, ambientale e sociale. La
causa di queste crisi è la nostra inabilità a percepire le
connessioni tra di noi, e tra di noi e la natura.
Si può
fare politica senza delegare qualcuno e senza prendersi la delega di
qualcun altro? Questo sarebbe possibile se al posto di una democrazia
rappresentativa, che assume rappresentanti eletti a guida della
comunità, si attuasse una democrazia diretta che chiama direttamente
il popolo ad esprimersi su tutte le questioni che interessano la
collettività.
Questo consentirebbe un riordino
amministrativo in chiave bioregionale (legato ad una comunità che
vive in un determinato territorio). Nel riordino amministrativo
bisogna privilegiare le decisioni relative alle comunità
ed il mantenimento dei rispettivi habitat e delle culture. Attuando
il bioregionalismo su ampia scala l’Europa non sarebbe più un
accrocco disomogeneo di stati, bensì l’unione di piccole comunità
omogenee ed autonome (negli ordinamenti amministrativi interni) che
condividono, nel mantenimento delle diversità culturali, una comune
identità ed un comune interesse di sviluppo sociale e
spirituale...
Una corresponsabilità civica di questo genere
aiuterebbe le comunità a sentirsi parti attive compartecipi
delle scelte amministrative e politiche nella gestione del territorio
e delle linee generali di confronto geopolitico. Questo perché gli
interessi dei gestori delle politiche amministrative nazionali
e comunitarie molto spesso non coincidono con gli interessi e le
necessità delle popolazioni che vivono sul territorio amministrato.
Una estensione delle capacità decisionali agli abitanti
bioregionali aiuterebbe la sostenibilità ambientale.
Il modo in cui produciamo e consumiamo cibo ed energia e il modo in
cui muoviamo le persone e le merci hanno un impatto sul nostro
ambiente, sul clima e sulla salute. Questa condivisione diretta da
parte delle comunità bioregionali può rendere più
sostenibili le scelte in materia di cibo, energia, mobilità... e
soprattutto di vivibilità.
E qui si inserisce un argomento
importante e necessario per la continuità della vita negli ambiti in
cui la vita si manifesta, soprattutto in termini di scelte politiche
e militari...
Deng Ming Dao disse : "Contesto,
Collegamento. Impegno. Se comprendiamo il significato di queste
parole, non avremo bisogno di termini esoterici..."
Ad
esempio proprio in questi giorni stiamo assistendo ad un
progetto proposto dai vertici non eletti della nostra Unione Europea,
che senza passare nemmeno dal voto parlamentare, hanno deciso (salvo
ripensamenti) di approvare un programma di riarmo da 800 miliardi di
euro, contemporaneamente promuovendo la formazione di una improbabile
“coalizione di volenterosi” che dovrebbe coordinare il supporto a
Kiev e incrementare la pressione economica e militare sulla Russia,
in modo da favorire una “pace (definita) giusta”..."
E'
un eufemismo od un ossimoro parlare di "pace giusta" mentre
in realtà si sta preparando una guerra globale?
Il programma
di militarizzazione e riarmo dell'Europa, per la gigantesca cifra di
800 miliardi di euro, è in realtà un programma per preservare il
potere dell'attuale élite globalista post-nazionale al potere
nell'UE e in Gran Bretagna, con il pretesto della necessità di
contrastare la cosiddetta "minaccia russa". Questa è la
vera essenza della politica di questa élite europea. La
militarizzazione della politica, dell'economia e della coscienza
pubblica è un mezzo. L'obiettivo è mantenere il potere in una
società completamente controllata, basata su falsi valori e dogmi
pseudo democratici...
A livello nazionale, italiano intendo,
la Prima Ministra italiana, Giorgia Meloni, ha chiesto di estendere
l'articolo 5 della NATO all'Ucraina, senza la sua adesione formale
all'alleanza... il che significa una dichiarazione diretta di guerra
contro la Russia. E la capa della pseudo-opposizione, Elly Schlein,
si è accodata dichiarando "Come ho ribadito a Bruxelles noi
siamo convinti che quello che serve oggi è un salto in avanti verso
la difesa comune europea [...] nella relazione al PD ho detto sì
alla difesa comune europea...", il che significa sì al
dispendio di 800 e rotti miliardi per le armi e la guerra...
Per
contro, da parte della Russia, riguardo all'intervento diretto della
UE nel conflitto ucraino, soprattutto se si dovessero schierare
truppe europee a Kiev, la Russia potrebbe interpretare questo come
un'escalation e potrebbe rispondere con azioni militari o altre
misure di ritorsione.
Questi possibili sviluppi porterebbero
ad un ulteriore aumento della tensione nella regione, con
implicazioni per la sicurezza internazionale e di tutte le
popolazioni della Vecchia Europa.
Sviluppi auspicabili sono
invece l’aumento della coesione sociale e la salvaguardia
dell'ambiente per salvare la specie umana. Servono giustizia sociale
e sostenibilità per evitare la distruzione della Casa Comune e non
le guerre di competizione per le risorse o per motivazioni
finanziarie ed egemoniche..
Che cosa fare in concreto per fermare
la deriva verso l’estinzione? Sforzarci di preservare la
biodiversità: conservare le aree naturali, operare in termini di
bene comune e solidarietà sociale, garantire interazioni
sostenibili; “conservare” gli organismi , per preservarne il
maggior numero possibile, fintanto che esistono ancora...
Salvare
la biodiversità è un diritto/dovere di ogni uomo, proprio per una
vita più sostenibile per tutti gli esseri viventi. Quale sia il
pulpito dal quale lanciare una voce a riguardo poco importa... Ed in
questo caso il "pulpito" è questa narrazione.
Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana
Video collegato: https://youtu.be/S3CM9uuHNY8
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