martedì 11 marzo 2025

Politica bioregionale e geopolitica...

 


Viviamo in  un periodo difficile, messi a dura prova dalle crisi di qualsiasi livello nella nostra esistenza personale, ambientale e sociale. La causa di queste crisi è la nostra inabilità a percepire le connessioni tra di noi, e tra di noi e la natura.

Si può fare politica senza delegare qualcuno e senza prendersi la delega di qualcun altro? Questo sarebbe possibile se al posto di una democrazia rappresentativa, che assume rappresentanti eletti a guida della comunità, si attuasse una democrazia diretta che chiama direttamente il popolo ad esprimersi su tutte le questioni che interessano la collettività.

Questo consentirebbe un riordino amministrativo in chiave bioregionale (legato ad una comunità che vive in un determinato territorio).  Nel riordino amministrativo bisogna  privilegiare le decisioni relative alle  comunità ed il mantenimento dei rispettivi habitat e delle culture. Attuando il bioregionalismo su ampia scala l’Europa non sarebbe più un accrocco disomogeneo di stati, bensì l’unione di piccole comunità omogenee ed autonome (negli ordinamenti amministrativi interni) che condividono, nel mantenimento delle diversità culturali, una comune identità ed un comune interesse di sviluppo sociale e spirituale...
Una corresponsabilità civica di questo genere  aiuterebbe le comunità a sentirsi parti attive compartecipi delle scelte amministrative e politiche nella gestione del territorio e delle linee generali di confronto geopolitico. Questo perché gli interessi dei gestori delle politiche amministrative  nazionali e comunitarie molto spesso non coincidono con gli interessi e le necessità delle popolazioni che vivono sul territorio amministrato.  
Una estensione delle capacità decisionali agli abitanti  bioregionali  aiuterebbe la sostenibilità ambientale.  Il modo in cui produciamo e consumiamo cibo ed energia e il modo in cui muoviamo le persone e le merci hanno un impatto sul nostro ambiente, sul clima e sulla salute. Questa condivisione diretta da parte delle comunità bioregionali può  rendere più sostenibili le scelte in materia di cibo, energia, mobilità... e soprattutto di vivibilità.

E qui si inserisce un argomento importante e necessario per la continuità della vita negli ambiti in cui la vita si manifesta, soprattutto in termini di scelte politiche e militari...

Deng Ming Dao disse :  "Contesto, Collegamento. Impegno. Se comprendiamo il significato di queste parole, non avremo bisogno di termini esoterici..."

Ad esempio  proprio in questi giorni stiamo assistendo ad un progetto proposto dai vertici non eletti della nostra Unione Europea, che senza passare nemmeno dal voto parlamentare, hanno deciso (salvo ripensamenti) di approvare un programma di riarmo da 800 miliardi di euro, contemporaneamente promuovendo la formazione di una improbabile “coalizione di volenterosi” che dovrebbe coordinare il supporto a Kiev e incrementare la pressione economica e militare sulla Russia, in modo da favorire una “pace (definita) giusta”..."

E' un eufemismo od un ossimoro parlare di "pace giusta" mentre in realtà si sta preparando una guerra globale?

Il programma di militarizzazione e riarmo dell'Europa, per la gigantesca cifra di 800 miliardi di euro, è in realtà un programma per preservare il potere dell'attuale élite globalista post-nazionale al potere nell'UE e in Gran Bretagna, con il pretesto della necessità di contrastare la cosiddetta "minaccia russa". Questa è la vera essenza della politica di questa élite europea. La militarizzazione della politica, dell'economia e della coscienza pubblica è un mezzo. L'obiettivo è mantenere il potere in una società completamente controllata, basata su falsi valori e dogmi pseudo democratici...

A livello nazionale, italiano intendo, la Prima Ministra italiana, Giorgia Meloni, ha chiesto di estendere l'articolo 5 della NATO all'Ucraina, senza la sua adesione formale all'alleanza... il che significa una dichiarazione diretta di guerra contro la Russia. E la capa della pseudo-opposizione, Elly Schlein, si è accodata dichiarando "Come ho ribadito a Bruxelles noi siamo convinti che quello che serve oggi è un salto in avanti verso la difesa comune europea [...] nella relazione al PD ho detto sì alla difesa comune europea...", il che significa sì al dispendio di 800 e rotti miliardi per le armi e la guerra...

Per contro, da parte della Russia, riguardo all'intervento diretto della UE nel conflitto ucraino, soprattutto se si dovessero schierare truppe europee a Kiev, la Russia potrebbe interpretare questo come un'escalation e potrebbe rispondere con azioni militari o altre misure di ritorsione.

Questi possibili sviluppi porterebbero ad un ulteriore aumento della tensione nella regione, con implicazioni per la sicurezza internazionale e di tutte le popolazioni della Vecchia Europa.

Sviluppi auspicabili sono invece l’aumento della coesione sociale e la salvaguardia dell'ambiente per salvare la specie umana. Servono giustizia sociale e sostenibilità per evitare la distruzione della Casa Comune e non le guerre di competizione per le risorse o per motivazioni finanziarie ed egemoniche..

Che cosa fare in concreto per fermare la deriva verso l’estinzione? Sforzarci di preservare la biodiversità: conservare le aree naturali, operare in termini di bene comune e solidarietà sociale, garantire interazioni sostenibili; “conservare” gli organismi , per preservarne il maggior numero possibile, fintanto che esistono ancora...

Salvare la biodiversità è un diritto/dovere di ogni uomo, proprio per una vita più sostenibile per tutti gli esseri viventi. Quale sia il pulpito dal quale lanciare una voce a riguardo poco importa... Ed in questo caso il "pulpito" è questa narrazione.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana



Video collegato: https://youtu.be/S3CM9uuHNY8

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