sabato 2 dicembre 2023

Let's remain what we have always been... - Restiamo ciò che siamo sempre stati…



“The mind (ego) tends to appropriate lived experiences. Naturally, in order to realize our true nature, it is not necessary to "deny" the physiological identity (name-form) but we must integrate it with the Whole, also because we are part of it and the Whole is inseparable. See the concept of "hologram", in which each part that makes up the image is made up of the totality of the image itself. To delude oneself into thinking oneself is separate from the Whole means falling into separative dualism. The name-form is like a wave that rises on the sea of the Absolute, which is precisely the substratum necessary for the existence of the ego. Realizing that the ego is only the Self reflected in the mirror of the mind is the key to Knowledge” (Saul Arpino)

The "recognition" of our true nature occurs as in the transition from dream to waking life, it is natural and intrinsic in each of us. When we dream we are immersed in the dream and that is the only reality for us... When the moment of awakening arrives there are signs that make us perceive the imminent change of state. In other words, we have an inkling of the imminent exit from the illusion of the dream. Of course this is a simple analogy since in dreams and waking hours, which are mental conditions, there is no true enlightenment and realization. That "awakening" I speak of is the intimate indivisible essence, unapproachable by the mind, but its reality can be understood and experienced in the state of pure awareness.

In the return process that pushes every single being towards that pure awareness, various miracles and mysterious changes occur. Adaptation to new states of consciousness always involves the entire mass body of the species, but in our human dimension we are used to locomotive functioning, that is, two steps forward and one step back, also defined as growth by trial and error. For this reason it seems that evolution lacks linearity and continuity. In our civilization we have experienced various moments that seemed heavenly, but which lacked a holistic understanding. A bit like what happens in the animal world where spontaneity reigns supreme but consciousness is lacking in self-awareness and reason.

In short, we must be able to integrate intuition and reason into our functioning and, having done this, we can proceed to forget the experimental process in order to be able to fully experience the experience in itself. Observer and observed cannot be separated.

To achieve this result, religions recommend the path of "loving your neighbor as yourself" while Gnostic philosophies point towards self-knowledge.

Let's not separate these two paths, let's hold them tight like two oars in our boat that help us get out of the quagmire of "dualism".

After all, how can we consider something to be outside of ourselves?

Paolo D'Arpini




Testo Italiano:

“La mente (ego) tende ad appropriarsi delle esperienze vissute. Naturalmente non è necessario, al fine di realizzare la nostra vera natura, “negare” l’identità fisiologica (nome-forma) ma dobbiamo integrarla con il Tutto, anche perché ne facciamo parte ed il Tutto è inscindibile. Vedi il concetto di “ologramma”, in cui ogni parte che compone l’immagine è costituita dalla totalità dell’immagine stessa. Illudersi di essere separati dal Tutto significa cadere nel dualismo separativo. Il nome-forma è come un’onda che sorge sul mare dell’Assoluto, il quale è appunto il substrato necessario all’esistenza dell’io. Realizzare che l’io è solo il Sé riflesso nello specchio della mente è la chiave della Conoscenza”  (Saul Arpino)

Il  “riconoscimento” della nostra vera natura avviene come nel passaggio dal sogno alla veglia, è naturale ed  intrinseco in ognuno di noi. Quando sogniamo siamo immersi nel sogno e quella è per noi la sola realtà… Quando giunge il momento del risveglio ci sono delle avvisaglie che ci fanno percepire l’imminente cambiamento di stato. Come dire, abbiamo sentore dell’imminente uscita dall’illusione del sogno. Certo questa è semplice analogia poiché nel sogno e nella veglia, che sono condizioni mentali, non vi è vera illuminazione e realizzazione. Quel “risveglio” di cui parlo è l’intima essenza indivisibile, inavvicinabile dalla mente, ma la sua realtà è intuibile e sperimentabile nello stato di pura consapevolezza.

Nel processo di ritorno che sospinge ogni singolo essere verso quella pura consapevolezza avvengono vari miracoli e misteriosi cambiamenti. L’adattamento ai nuovi stati di coscienza coinvolge sempre e comunque tutto il corpo massa della specie, ma nella nostra dimensione umana noi siamo abituati al funzionamento a locomotiva, ovvero due passi avanti ed uno indietro, anche definito crescita per tentativi ed errori. Per questa ragione sembra che l’evoluzione manchi di linearità e continuità. Nella nostra civiltà abbiamo vissuto vari momenti che sembravano paradisiaci, che mancavano però di una comprensione olistica. Un po’ come avviene nel mondo animale in cui la spontaneità  regna sovrana ma la coscienza è carente nella auto-consapevolezza e nella ragione.

Insomma dobbiamo poter integrare l’intuizione e la ragione  nel nostro funzionamento e ciò fatto possiamo procedere a dimenticare il processo sperimentale per poter vivere integralmente l’esperienza in se stessa. Osservatore ed osservato non possono essere separati.

Per ottenere questo risultato le religioni consigliano la via “dell’amare il prossimo tuo come te stesso” mentre le filosofie gnostiche indirizzano verso l’auto-conoscenza.

Non scindiamo queste due vie, teniamole strette come due remi della nostra barca che ci aiutano ad uscir fuori dal pantano del “dualismo”.

In fondo, come possiamo considerare che qualcosa sia al di fuori di noi stessi? 

Paolo D’Arpini

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