Venerdì, 24 luglio 2026, io e Paolo D'Arpini, siamo stati al Circolo Paradosso di Spilamberto all'inaugurazione di una mostra curata da Gianfranco Piemontese, dell'artista e medico Federico de Bellis, marchigiano di Ascoli Piceno, che da qualche anno vive in Puglia, che durante le sue passeggiate in riva al mare coglie il bello in tutto quello che trova, portato dalle mareggiate: pezzi di rete, ciabatte di bambino, pezzi di bambolotto, conchiglie di varie forme e dimensioni, penne di uccelli, lische o teste di pesci... il titolo era: "ONDE, un paradosso da a-mare"... in sintonia col locale ospitante.
Alla fine della presentazione ci siamo fermati un po' a parlare con chi c'era e Paolo ha iniziato a dialogare con un uomo, che poi abbiamo scoperto essere un (ex) giornalista della Gazzetta, Saverio Cioce.
Mi sono avvicinata incuriosita ed ho ascoltato da lui tante cose interessanti che spaziavano sulla situazione ecologica della nostra Terra ed, in particolare del Mediterraneo e dintorni. Tra le altre notizie, ho colto queste che riporto di seguito, col beneficio d'inventario, sperando di non aver troppo travisato.
L'Adriatico si sta "riempiendo" a causa di tutti gli scarti e i detriti trasportati dai fiumi che vi sfociano ed il suo fondale è ormai a gradoni, al nord è meno profondo, tanto che, non so in che punto, si potrebbe attraversare camminando sul fondo, da un lato all'altro, con un boccaglio alto 80 metri.
Ha poi accennato alle migliaia o milioni di tonnellate di rifiuti che dall'America del nord, sono state scaricate con delle apposite navi, al largo nell'Oceano Atlantico, con tutto il carico di sostanza inquinanti come le plastiche, che ormai sono entrate nella catena alimentare e che, dagli studi, vengono ritrovate in tante specie di animali marini, soprattutto quelli più grandi e a vita più lunga, ma anche nell'essere umano che se ne ciba.
Ricordiamoci poi che il Mediterraneo sta diventando un cimitero per tanti poveri esseri umani che, forse illusi dalla speranza di una vita migliore, rischiano e ci perdono la vita...
Ci ha raccontato poi che stanno costruendo un elettrodotto FO-FO, cioè Foggia-Forlì per portare dalla Puglia al Nord Italia l'elettricità prodotta con gli impianti eolici pugliesi (mi pare di aver capito che la Puglia produce il 70% dell'energia eolica in Italia) , ma che alla Puglia non viene niente in termini di ricchezza...
Ha citato e consigliato un testo sulla pratica del taglio e conservazione della legna per il riscaldamento e altro (foto in allegato) . In effetti io e Paolo siamo tra quelli che potendo, raccolgono pigne e legna e manufatti in legno, come le cassette, in disuso, per utilizzarla in caso di bisogno nel camino di Treia...
Tutto molto interessante e quello che mi ha colpito è stato incontrare una persona così consapevole della situazione drammatica con cui dobbiamo convivere. Possiamo solo cercare di fare il nostro meglio (o il meno peggio) per non appesantire la Terra con il nostro carico e sensibilizzare ad un vivere più rispettoso della Natura (non avrei voluto usare una "frase fatta", ma non mi venivano altre parole...)
Caterina Regazzi - Rete Bioregionale Italiana
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