sabato 2 giugno 2018

Bioregionalism: "Here we are here and now ...." - Bioregionalismo: "Eccoci qui ed ora…."


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It is thought that a bioregionalist, or an  inhabitant of the Earth, is someone well-intentioned who retires to live in a solitary valley, and then tell stories, dreams of bucolic life full of images.

The ability to emit thought forms making them visible in the mind of others is a shamanic action. This is also the ability of the poet, the artist or anyone that "renounce" the logical analytical description drawing directly from the unconscious.

And it is perfectly true that it is necessary to return to the observation of nature, recovering a direct contact with all that lives. Yet the natural spirit, the "Genius Loci", can not be described but only experienced, the evocations are symbols from which "appears" that the place is not different from the self through which it is experienced ... but perhaps this is only  my feeling.

However, I believe that bioregional spirituality resides in remaining in that "natural" state in which every difference between the seer and the vise disappears. And at this point what sense does it keep trying to describe the indefinable (due to the limitation of the mind)? What "is" is pure and simple consciousness, neither person nor place, nor one nor two ... nor even zero!Let's leave then the oneiric metaphysics and we really talk about the "place" - of the bioregion - in which we find ourselves."Our" land is today polluted and debased in various ways, with the electromagnetic waves that cross the fields, with poisoned landfills, with the smelly stacks of power plants, heavy industries and waste incinerators. To which are added the pesticides used in monocultures, the expropriations of gardens and countryside to build useless warehouses and houses on houses. 

Then there are the sewage drains not or poorly cleaned of several municipalities, uncontrolled artesian wells and the continuous pumping of deep waters operated by various bodies and by concessionaires of mineral waters, which contribute to depleting groundwater and allow the pollution to fall more and more down, more and more down!

If we want the fascination of life in this Land to make sense and it is possible for future generations, the time has now come to make decisions that are impractical, linked to our diet and our habits, to the type of consumer goods used, to our approach. general towards the planet and society of all living beings.Recognition of the value of our habitat, as a source of life, is simply necessary because we are not separate from it, we are not aliens on this earth that so brutally and stupidly destroy, all that is done wrong to it we do ourselves.And it is not enough to say that "we must reduce consumption and limit energy subjection from non-renewable sources". 

Ecological economy is not just about rumors or philosophical speculations. Economics means "giving a name to the environment" and what has a name also has its own reality, its raison d'etre, and it is alive. 

Poetry, magic, hospitality, ethics?  Let us call things by their name...

Paolo D'Arpini
Italian Bioregional Network - bioregionalismo.treia@gmail.com

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Testo italiano:

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Si pensa che un bioregionalista, ovvero un riabitante della Terra, sia qualcuno animato di buone intenzioni che si ritira a vivere  in un vallone solitario, per poi raccontare storie, sogni di vita bucolica ricchi di  immagini. 


La capacità di emettere forme pensiero rendendole visibili nella mente altrui  è una  azione sciamanica.  Questa è anche la capacità del poeta, dell'artista o di chiunque "rinunci" alla descrizione logico analitica attingendo direttamente all'inconscio. 

Ed è perfettamente vero che occorre ritornare all'osservazione della natura, riprendendo un contatto diretto con tutto quel che vive.   Eppure lo Spirito naturale, il "Genius Loci",  non può essere descritto ma solo sperimentato,  le evocazioni sono simboli da cui "appare" che il luogo non è diverso dal sé attraverso il quale viene sperimentato... ma forse questa  è solo una mia sensazione. 

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Ritengo comunque che  la  spiritualità bioregionale  risieda nel permanere in quello stato "naturale" in cui ogni differenza fra veggente e visto scompare. Ed a questo punto che senso ha continuare a tentare di descrivere l'indefinibile (a causa della limitazione della mente)? Quel che "è" è pura e semplice coscienza, né persona né luogo, né uno né due … e nemmeno zero! 

Lasciamo quindi da parte la metafisica onirica e parliamo veramente del "luogo" -della bioregione-  in cui ci troviamo. 

La "nostra" terra viene oggi inquinata e svilita in vari modi, con le onde elettromagnetiche che attraversano i campi, con le discariche avvelenate, con le ciminiere puzzolenti delle  centrali elettriche, delle industrie pesanti e  degli inceneritori per rifiuti.  A cui si aggiungono  i pesticidi usati nelle monoculture, gli espropri di orti e campagne per costruirvi inutili capannoni  e case su case. Poi ci sono gli scarichi fognari non o mal depurati di parecchi comuni, pozzi artesiani non controllati ed il continuo pompaggio di acque profonde operato da vari enti e dalle concessionarie di acque minerali, che contribuiscono ad impoverire le falde sotterranee e consentono all'inquinamento di scendere sempre più giù, sempre più giù! 

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Se vogliamo che il fascino della vita in questa Terra  abbia un senso e sia possibile anche per le generazioni future è giunto ora il tempo di scelte improcrastinabili, legate alla nostra alimentazione ed alle nostre  abitudini, al tipo di beni di consumo utilizzati, al nostro approccio generale nei confronti del pianeta e della società di tutti i viventi. 

Il riconoscimento del valore del nostro habitat, in quanto fonte di vita, è semplicemente necessario poiché noi non siamo separati da esso, non siamo alieni su questa terra che così brutalmente e stupidamente distruggiamo, tutto ciò che vien fatto di male ad essa lo facciamo a noi stessi. 

E non basta dirlo che "dobbiamo diminuire i consumi e limitare la sudditanza energetica da fonti non rinnovabili".  Economia ecologica  non è  fatta solo  di chiacchiere o speculazioni filosofiche. Economia significa "dare un nome all'ambiente" e ciò che ha un nome ha pure una sua realtà, una sua ragione d'essere, ed è vivo. 
Poesia, magia, accoglienza, etica? Chiamiamo le cose con il loro nome...

Paolo D'Arpini  

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Rete Bioregionale Italiana

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