lunedì 12 gennaio 2026

...di quella volta che incontrai Raphael a Roma...

 


Ante Scriptum. Da qualche parte vi ho già  raccontato degli incontri con  vari yogi e maestri da me conosciuti nei primi anni ’70 del secolo scorso in quel di Roma. In quegli anni gloriosi ero tornato a vivere  nella città in cui ero nato, la madre patria mi aveva richiamato al dovere della presenza, ed io zitto zitto me ne stavo in trincea, nella vecchia casa di uno zio da poco defunto, in Via Emanuele Filiberto 29, (vicinino a Piazza Vittorio).  Da lì imparai a conoscere bene la città,  percorrendo le sue strade giornalmente a piedi e visitando ogni possibile angolo in cui si manifestasse qualche forma di “spiritualità”, dalla vicinissima Porta Alchemica di Piazza Vittorio, alla basilica di Santa Maria Maggiore, al Museo per il Medio ed Estremo Oriente, alle grotte del Colle Oppio,  ai vicoli e vicoletti, chiese e chiesuole del Borgo. 

Nella mia ricerca sincretica non trascuravo i vari centri di yoga che, come funghi autunnali, erano sorti un po’ ovunque.  Un  incontro abbastanza significativo avvenne allorché  visitai  Raffaele Lacquaniti (detto Raphael), credo che abitasse a  San Lorenzo oppure sulla Prenestina, sapete come sono smemorato per le cose concrete….   

Accadde che durante i miei lunghi ritiri  nella casa di Via Filiberto,  mi capitò di leggere il Viveka Cuda Mani edito da Ashram Vidya, l’avevo acquistato nella libreria Rotondi di Via Merulana, consigliatomi da Rotondi stesso. Quel testo di Shankaracharia lo trovai sublime e perfettamente in sintonia con il mio sentire. Infatti Shankara è un grande Maestro Advaita (non-duale). 

Risultati immagini per viveka cuda mani  commento di Raphael

Per quanto ne capivo la traduzione mi sembrò ottima e –come spesso  avviene per queste cose- presi il relatore per il messaggio e quindi mi misi a cercare chi fosse questo traduttore Raphael, che si diceva egli stesso illuminato. Dopo accurata indagine presso la casa editrice e dietro mia insistenza finalmente ottenni il suo indirizzo, egli abitava a Roma e ritenni che sarebbe stata una fortuna per me  poterlo vedere, così gli scrissi o telefonai  e avendo ottenuta da lui una riposta ed un appuntamento mi recai senza indugio a casa sua. 

Come dicevo il quartiere popolare in cui viveva non aveva particolare fascino ma questo che importava? L’abitazione stessa in un palazzo qualsiasi di periferia era delle più comuni, unica particolarità un soffuso profumo d’incenso  che  si respirava nell’aria. Raffaele  si presentò a me con semplicità, non c’erano altre persone  in casa, a dire il vero questo mi mise un po’ in imbarazzo ma accettai di sedermi in un salottino modesto davanti a lui. Il discorso ovviamente andò sulla sua traduzione, sulla sua esperienza della verità e su cosa si potesse fare per ottenere l’illuminazione. 

Io gli dissi francamente che ero  alla ricerca della "verità"  e chiesi altrettanto sinceramente se lui l’avesse raggiunta. Raffaele fece un gesto come a confermare che sì, aveva raggiunto la conoscenza, ed allora non mi restò che chiedere la sua benedizione per  godere anch’io della sua “esperienza”. A quel punto egli pose le mani sulla mia testa e cominciò a tremare come in trance, emettendo suoni gutturali e forse anche sputacchiando e strabuzzando gli occhi. Quello fu  per me veramente troppo… la mia laicità spirituale (naturale) prese il sopravvento e quasi mi misi a ridere  mentre non sapevo come fare a svincolarmi da quella strana situazione. 

Per fortuna, non avendo aderito alla “sceneggiata mistica” e dando segni di volermene andare,  lui  si riprese un po’ ed io ne approfittai per salutarlo e sveltamente guadagnare l’uscita… 

Ed anche questa era fatta!


Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica

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2 commenti:

  1. Il 12 gennaio 2026, a proposito di questo incontro, ho ricevuto la email che segue: "Egr. Sig. Paolo D’Arpini,
    mi è capitato di leggere l'articolo sull’incontro con Raphael (Raffaele Lacquaniti), nel quale, pure in tempi non sospetti, ne lasciava intendere una particolare natura, tale da far sorgere, leggendo, un sentimento quasi di raccapriccio e un senso di irriverenza.
    Vide bene! Altro che! Ah! Quanto ha avuto ragione! Libero dai condizionamenti, ha saputo vedere oltre l'apparenza!
    Bravo, anzi, bravissimo! Averlo letto prima, quell'articolo…!
    In quei tempi lo si conosceva solo come il ‘personaggio’ che si era creato, circondandolo di un alone di mistero, saturandolo di (presunta) saggezza, sapienza e… chi più ne ha più ne metta.
    Poi lo abbiamo conosciuto per quello che era veramente; e quel senso di raccapriccio e di irriverenza sono scomparsi; anzi, sostituiti da altro, che per decenza è meglio evitare di pronunciare...
    Dispiace dire questo, ma è per oggettiva constatazione, esperienza diretta.
    Egli non è più in questo piano da diversi anni, ma ha lasciato i compiti a uno sparuto gruppo di ‘discepoli’, davvero degni del loro maestro. Compiti su cui ci sarebbe tanto da dire, magari in altra occasione.
    Discepoli tra i quali nessuno ha ovviamente raggiunto un sia pur minimo grado di autentica elevazione spirituale. Ma questa è un’altra storia…
    Chissà se anche altri sapranno vedere al di là della forma e di quanto è stato ostentato.
    Grazie della pazienza, del tempo dedicato e soprattutto di quel bell’articolo rivelatore, schietto precursore dei tempi! Sarebbe da diffondere a livello… planetario!
    Un caro saluto, Domenico"

    Mia rispostina: “Non c'è nulla di nascosto che resti sconosciuto”. Che significa: nulla di segreto o occulto rimarrà tale per sempre, e che ciò che viene tenuto nascosto verrà prima o poi rivelato, per essere manifestato alla luce del giorno, sottolineando l'inevitabilità della verità...”

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  2. Stralcio di una replica di Domenico, ricevuta per email: "Gent.mo Paolo, innanzitutto grazie per la bella risposta, che condivido pienamente. Si è pensato di aggiungere qualcosa a chiarimento e per dovuta informazione, probabilmente non necessaria. Grazie ancora. Il fatto che ‘la verità trionfa su tutto’ è una evidenza innegabile. Non a caso è il motto scelto per il sito Testi della Conoscenza tradizionale, creato proprio per salvaguardare il Vero da manipolazioni, ingerenze e contraffazioni, come purtroppo era accaduto con alcuni testi delle Edizioni Vidyå, il cosiddetto Åshram di cui Raphael è stato fondatore e responsabile morale, una persona dalle qualità discutibili già per un essere ordinario, figuriamoci per un sedicente ‘realizzato’ (…).
    Le sue ‘traduzioni’ dal sanscrito – compresa quella del Vivekacudåmani e molte altre – erano una balla; egli infatti traduceva dal francese opere già tradotte da altri in quanto non conosceva affatto il sanscrito né avrebbe mai potuto leggere in devanågarı. Certo, abbelliva il discorso con una grande maestria di penna, ma in modo del tutto arbitrario; altri gli fornivano traduzioni anche dall’inglese, che rimaneggiava e millantava di tradurre da lingua originale. Del resto non si degnò mai non solo di studiare il sanscrito, ma nemmeno di dare una occhiata alle ‘note sulla pronuncia’ presenti in tanti testi. E questo è ben presente non solo nei ricordi di chi lo ha conosciuto, ma soprattutto nella attuale espressione verbale dei suoi ‘discepoli’, che lo imitano in tutto...
    Infatti Raphael modificava a piacimento i testi, senza conoscere l'originale e oltretutto con opinioni personali del tutto estranee alla dottrina, come solo chi non ha mai letto i testi in lingua può fare. Quando venne posto di fronte al fatto, mostrò, come sorpreso, una candida espressione innocente, addirittura incolpando altri del misfatto…!
    Un caro saluto, Domenico"

    Mia rispostina sintetica: "Mia rispostina: "Beh, tutto ciò è comprensibile, tra l'altro anch'io anni fa incappai in una "trappola" dei cosiddetti discepoli di Raphael, dopo alcuni anni dalla sua "dipartita" mi chiesero attraverso una comune amica di esprimere un pensiero spirituale per una loro pubblicazione, cosa che feci, ma poi mi dissero e avrebbero pubblicato lo scritto senza menzionare il nome dell'autore  ma come un'espressione del loro pensiero. Non ci tengo particolarmente a figurare come "autore", in fondo non siamo mai gli autori dei nostri pensieri,  ma questa "appropriazione" mi sembrò poco dignitosa e rifiutai... Ma in fondo cosa importa tutto ciò? Solo a restare invischiati in una diatriba inutile, sono solo attaccamenti alla "persona", una zavorra inutile che è opportuno gettare fuori bordo... Domenico, la saluto con simpatia, cordialmente, Paolo"

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